Rifiuti: stop all’inceneritore di Scarlino

Stop all’inceneritore di Scarlino. Il Consiglio di Stato ha accolto quattro dei cinque motivi di ricorso contro l’impianto che si trova nel comune del Grossetano. Il ricorso era stato firmato  dai Comuni di Follonica e di Scarlino. Il verdetto dei giudici annulla ogni autorizzazione rilasciata dalla Regione Toscana per la riapertura dell’inceneritore. “Hanno vinto i cittadini, avevamo ragione noi a sollevare preoccupazioni sulla sicurezza e sulle anomalie di quell’impianto” spiega il sindaco di Scarlino Marcello Stella. Sulla stessa linea il sindaco Andrea Benini, di Follonica: “E’ un impianto vecchio, degli anni Sessanta che presentava diverse anomalie di funzionamento infatti c’erano già state delle sentenze di stop. Serviva da parte della Regione Toscana una maggiore cautela e attenzione nel rilasciare il permesso di riaccensione”.

Proprio la Regione aveva autorizzato il riavvio dell’impianto, gestito dalla Scarlino Energia dal 2015, nel luglio scorso dopo il via libera alla Valutazione di impatto ambientale. Più volte però l’impianto è stato chiuso per problemi relativi alle emissioni. Con la sentenza del Consiglio di Stato si apre adesso anche la questione che riguarda i lavoratori occupati nella struttura, una trentina (più l’indotto). “Chiederemo di aprire un tavolo interistituzionale per trovare una soluzione per queste persone e le loro famiglie” dice il sindaco di Follonica che sottolinea come “l’istruttoria per la riapertura dell’impianto sia stata fatta in modo leggero, incompleto e approssimativo. Avevamo presentato anche una relazione redatta dal Cnr di Napoli che metteva in evidenza le fragilitià dell’impianto, ma la Regione non l’ha presa in considerazione”.
Contro l’inceneritore si erano mobilitate anche alcune associazioni ambientaliste ed era stata promossa una raccolta firme che aveva collezionato migliaia di adesioni. Anche Legambiente era intervenuta la scorsa estate, per dire che considerava “insostenibile e del tutto incompatibile con lo sviluppo ambientale e turistico della Maremma la riapertura dell’inceneritore di Scarlino”.
“Questa decisione del Consiglio di Stato – prosegue Benini – ci dice che il nostro non è stato un lavoro ideologico, ma nel merito. Quell’inceneritore era stato concepito per bruciare la pirite, non aveva niente di moderno”.