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Riflessioni sul corpo a Pistoia per la nuova edizione dei “Dialoghi”

Alessandro Barbero, Paolo Nori, Peppe Servillo, Jonathan Bazzi, Marco Aime, Lidia Ravera, Giovanni Allevi. I “Dialoghi di Pistoia” dal 22 al 24 maggio 2026 tornano ad animare il centro storico, proponendo ancora una volta il confronto con una serie di personalità di spicco del mondo della cultura. Questa XVII edizione è dedicata a un tema tanto urgente quanto sfuggente: Corpi in divenire. Mappe, sfide e confini dell’umano. In un’epoca in cui identità, tecnologia e rappresentazione ridefiniscono continuamente ciò che siamo, il festival diretto da Giulia Cogoli propone 45 appuntamenti tra incontri, spettacoli e percorsi urbani. Le piazze e i luoghi simbolo della città diventano un laboratorio diffuso dove il corpo è osservato da molteplici prospettive: biologica, sociale, politica, digitale.
Il punto di partenza è semplice e radicale: “noi siamo corpo”. Ma quale corpo? Quello vissuto o quello immaginato? Quello esposto nei social o quello vulnerabile della malattia e della guerra? Il programma attraversa queste tensioni, mettendo a confronto generazioni, discipline e linguaggi. “Nell’epoca dell’IA, e delle tecnologie in costante evoluzione, i confini del corpo umano sono sempre più incerti e in divenire”, ha commentato Giulia Cogoli, ideatrice e direttrice del festival. Dalla riflessione sul genere e sulle costruzioni culturali del corpo, fino alle nuove frontiere dell’intelligenza artificiale, emerge un panorama complesso in cui i confini dell’umano appaiono sempre più mobili. Anche per questo non manca la dimensione artistica e performativa: dalla danza dei Kataklò alle suggestioni circensi, fino al cinema visionario, il corpo si fa espressione, gesto, immagine. Accanto, le grandi voci della cultura contemporanea interrogano il presente: dalla violenza di genere alla memoria digitale, dalla malattia alla ricerca della felicità, dalla maturità alla trasformazione adolescenziale.
Tra gli appuntamenti più attesi, il conferimento del Premio Internazionale a Emmanuel Carrère, autore capace di esplorare il corpo come materia narrativa viva e inquieta. E l’inaugurazione con Vittorio Lingiardi, che invita a ripensare il corpo come spazio in continua metamorfosi, anche nell’era dell’IA.
I Dialoghi si confermano così un osservatorio privilegiato sul nostro tempo: un luogo in cui il sapere non si limita a spiegare, ma prova a orientare. Perché capire il corpo oggi significa, in fondo, capire cosa stiamo diventando.

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