Rigenerazione urbana, Baccelli: “Idee per far rinascere i quartieri, bandi con le risorse del Recovery Fund”

La rigenerazione delle aree urbane è stata al centro del convegno internazionale in streaming “Villages et quarters a risque d’abandon” promosso dall’Università degli Studi di Firenze e patrocinato dalla Regione Toscana nell’ambito dei Rencontres internationales du patrimoine architectural méditerranée-RIPAM Edizione Firenze 2020.

L’assessore regionale al governo del territorio, Stefano Baccelli, è intervenuto tra i relatori, ricordando i programmi di rigenerazione portati avanti dalla Toscana ed anticipando la sua volontà di incrementare queste azioni, “La rigenerazione del tessuto urbano – ha detto Baccelli – è un tema a me molto caro, che ritengo strategico per il futuro, ancora di più oggi, per favorire la ripartenza a seguito della pandemia. Sulla capacità di dare nuovi centri e nuova vitalità alle città o a quartieri cittadini, magari periferici, che hanno assunto funzione esclusivamente residenziale si gioca una partita essenziale per il futuro, per la qualità della vita, della socialità, dei commerci”.

“La Regione Toscana potrà utilizzare sul fronte della rigenerazione urbana i fondi del Recovery Fund – ha spiegato l’assessore – ma prima delle risorse, per essere sicuri che vengano spese bene, per interventi non solo utili ma anche belli e strategici, abbiamo bisogno di idee, di prospettive, di progetti di qualità per dare nuova vita alle nostre aree interne ed alle nostre città. La Toscana negli anni scorsi ha investito circa 10 milioni in bandi di rigenerazione urbana che sono stati utilizzati da circa 30 piccoli Comuni per progetti peculiari e mirati alle esigenze del territorio. La stessa cosa è stata fatta con i PIU nelle principali città. Adesso, davanti alla prospettiva di nuovi investimenti, dobbiamo tirare fuori le idee, cogliere l’occasione che viene da Recovery Fund per realizzare interventi di qualità, che vadano ad impreziosire e rivitalizzare il tessuto urbano, anche quello periferico, che non deve essere condannato ad ospitare esempi di edilizia che poco hanno a che vedere con il bello o dormitori senza identità”.

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