Risiko bancario e Mps: l’allarme Fisac Cgil in Toscana

Più dividendi agli azionisti, meno dipendenti e meno presìdi bancari sul territorio. È la dinamica che, secondo la Fisac Cgil Toscana, accomuna le strategie dei principali istituti di credito e che rischia di essere ulteriormente accentuata dalle grandi operazioni di consolidamento oggi sul tavolo, a partire dalle partite che coinvolgono Mps.

Il sindacato evidenzia come la percentuale degli utili del settore destinata ai dividendi sia cresciuta, in alcuni casi fino al 100%, mentre la Toscana ha perso quasi il 20% dei dipendenti bancari negli ultimi sei anni. Una riduzione che, secondo la Fisac, si accompagna al progressivo arretramento della presenza fisica delle banche sul territorio.

“Diretta implicazione ne è la riduzione di dipendenti e di presìdi bancari, considerati solo un costo da ridurre” sostiene la Fisac Cgil Toscana, che guarda con preoccupazione alle operazioni di aggregazione in corso.

Secondo il sindacato, operazioni di grandi dimensioni possono tradursi in una riduzione degli sportelli e del credito, soprattutto verso le piccole e medie imprese, oltre che in un aumento del costo del credito legato alla minore concorrenza. “Quando si determina una distanza funzionale dai centri decisionali delle banche, i territori si impoveriscono” sottolinea la Fisac.

Il caso Mps

Nel caso di Banca Monte dei Paschi di Siena, il sindacato individua “rischi enormi” per la Direzione Generale nell’ipotesi di acquisizione da parte di Intesa Sanpaolo, che comporterebbe secondo la Fisac un “netto smembramento del Gruppo”. Tra gli effetti indicati ci sono le uscite di migliaia di risorse e l’incertezza legata alla futura costituzione del cosiddetto “compendio bancario” che Unipol dovrebbe realizzare a partire dalle attuali sedi storiche di Mps e Bper.

Ma la Fisac guarda con preoccupazione anche allo scenario alternativo rappresentato dalle offerte lanciate da Mps su Banco Bpm e Banca Generali. Anche in questo caso, secondo il sindacato, potrebbero emergere “duplicazioni di ruoli, sovrapposizioni di reti commerciali, riorganizzazioni” e possibili cessioni di rami d’azienda legate alla concentrazione delle quote di mercato.

Al centro della critica c’è anche il dividendo straordinario da 4 miliardi previsto dalla strategia di Mps, 3 miliardi in azioni Generali e 1 miliardo in contanti. Per la Fisac, si tratta di una scelta che “significa distribuire ricchezza agli azionisti” mentre non è prevista una ricompensa per i dipendenti, proprio nel momento in cui viene chiesto al mercato di sostenere un’operazione di aumento di capitale di dimensioni eccezionali per Mps.

Il sindacato considera inoltre la rapidità con cui è stata elaborata la strategia e il fatto che il Cda non abbia approvato l’operazione all’unanimità come elementi di ulteriore incertezza. Una situazione che, secondo la Fisac, potrebbe prolungare per mesi la battaglia finanziaria e mediatica, con ricadute anche sul personale.

“L’obiettivo dei grandi attori del risiko bancario è l’allargamento del bacino di mercato e, conseguentemente, della capacità di spostare ricchezza dal lavoro al capitale” afferma la Fisac Cgil Toscana.

Il sindacato chiede quindi che nella partita vengano considerate anche le esigenze di chi lavora nelle banche e di chi affida loro i propri risparmi. “Il rischio muro contro muro”è che la partita resti confinata ai grandi gruppi finanziari, mentre “i lavoratori vengono trattati come mera merce di scambio”.

La Fisac rivendica infine un modello sindacale fondato su “rappresentanza, partecipazione e funzione negoziale” e annuncia l’intenzione di utilizzare “ogni possibile strumento” per tutelare occupazione, professionalità e tessuto sociale e produttivo della Toscana.

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