GROSSETO – Si chiude il cerchio su una violenta rissa che ha turbato la quiete del centro di Grosseto la notte del 9 luglio. Dopo mesi di indagini, la Procura dei minori ha notificato la conclusione dell’inchiesta a sei giovanissimi, mentre altri sei maggiorenni risultano anch’essi sotto accusa. L’episodio, che si è consumato in due fasi distinte e concitate, ha visto l’uso indiscriminato di bastoni, bottiglie e, tristemente, persino armi da taglio.
Tra i minori coinvolti, tutti accusati di rissa, si contano tre diciassettenni, due sedicenni e un quindicenne. Uno dei sedicenni ha riportato contusioni lievi, con una prognosi di cinque giorni. È lo stesso ragazzo che, insieme ad altri due coetanei, è sospettato di aver portato un coltello in luogo pubblico, un’accusa aggiuntiva che aggrava la sua posizione.
La colluttazione ha lasciato sul campo un ferito più grave: un ragazzo di 21 anni, anche lui indagato, ha subito una profonda ferita da taglio al polso sinistro, che ha richiesto otto punti di sutura e una prognosi di sette giorni. Gli inquirenti ritengono che la coltellata sia stata sferrata dal quindicenne, ora indagato anche per lesioni personali aggravate.
Le indagini, condotte con meticolosa precisione dalle Fiamme Gialle e supportate da testimonianze cruciali, hanno permesso di ricostruire nei dettagli i ruoli dei dodici protagonisti. La pubblica ministera Giuseppina Mione ha potuto così formulare le imputazioni con la conseguente chiusura delle indagini preliminari. Le deposizioni dei testimoni sono state fondamentali per chiarire gli aspetti non direttamente osservati dalle forze dell’ordine: chi ha lanciato le bottiglie, chi ha brandito per primo un bastone e chi ha dato il via alla seconda fase dello scontro, quella in cui sono apparsi i coltelli. È emerso che un colpo di bastone aveva inizialmente ferito il sedicenne, che dopo un primo allontanamento è tornato sul posto, facendo riesplodere la violenza.



