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Ristorazione a Pisa, è allarme rosso: nel 2025 chiuse oltre 100 attività

Nonostante il ruolo centrale nel turismo e nell’economia locale, il comparto della ristorazione pisana sta attraversando una fase di profonda criticità. I dati del Rapporto Ristorazione 2026, curato da Fipe-Confcommercio, rivelano infatti un saldo negativo preoccupante per l’anno appena concluso: a Pisa e provincia, per ogni nuova impresa nata, ne sono cessate più di due.
Nello specifico, il 2025 si è chiuso con 92 iscrizioni e ben 196 chiusure, portando il bilancio complessivo a 2.372 imprese attive. Un comparto che resta comunque un pilastro occupazionale fondamentale per il territorio, dando lavoro a 6.411 addetti.
Secondo Daniela Petraglia, presidente di ConfRistoranti Confcommercio Pisa, i numeri sono “estremamente preoccupanti”. A pesare sulle attività sono diversi fattori concomitanti, come per esempio i costi di gestione, con utenze e materie che registrano costi altissimi anche a causa delle tensioni in medio oriente. Non si può poi ignorare l’impatto della pressione fiscale, e le ormai sempre più frequenti diffifoltà legate alla carenza di personale, con il personale qualificato ormai divenuto uan vera e propria rarità.
“Occorre rafforzare la stabilità economica e investire seriamente sulla formazione professionale — ha spiegato Petraglia a tal proposito — per ridare prospettive a un settore che ha sempre contraddistinto l’eccellenza della nostra offerta”.
Il direttore generale di Confcommercio Pisa, Federico Pieragnoli, evidenzia come le difficoltà che hanno già colpito il commercio al dettaglio stiano ora “contagiando” anche i pubblici esercizi.
“Fino ad ora il comparto turistico aveva tenuto — ha infatti dichiarato Pieragnoli — ma oggi la burocrazia macchinosa e la concorrenza spietata delle piattaforme online stanno mettendo in ginocchio anche i ristoratori. Le istituzioni devono moltiplicare gli sforzi: la ristorazione è un motore di crescita capace di assorbire lavoratori da altri settori in crisi, non possiamo permetterci di perderlo”.

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