A Livorno si è concluso ieri alle 17.21 lo spoglio delle schede per il Referendum costituzionale confermativo sulla riforma della giustizia. Il verdetto emerso dalle urne labroniche è inequivocabile: la città ha bocciato con forza la legge riguardante l’ordinamento giurisdizionale e l’istituzione della Corte disciplinare.
Nelle 172 sezioni elettorali della città, il fronte del No ha raccolto una maggioranza schiacciante, attestandosi al 67,32% con 54.165 preferenze. Il Sì si è fermato invece al 32,68%, raccogliendo appena 26.291 voti.
Il quadro complessivo del voto cittadino restituisce un’immagine di grande partecipazione, con una bassissima incidenza di errori o contestazioni: sono state registrate infatti solo 227 schede nulle e 136 bianche, mentre nessuna scheda è stata oggetto di contestazione ufficiale.
Il dato più sorprendente di questa tornata referendaria è senza dubbio quello relativo alla partecipazione. Al termine della due giorni di voto, alle 15 di lunedì 23 marzo, è stata infatti registrata un’affluenza del 66,61%. A votare sono stati ben 80.819 cittadini su un totale di 121.476 aventi diritto.
Il confronto con le precedenti consultazioni evidenzia un cambio di passo radicale nell’elettorato livornese, in occasione del referendum di giugno 2025 infatti l’affluenza si è fermata al 45.50% mentre in occasione delle elezioni regionali del 2025 l’affluenza è stata solo del 43.02%.
Un incremento di oltre 20 punti percentuali rispetto alle Regionali di pochi mesi fa, segno che il tema della riforma della magistratura e della Corte disciplinare ha mobilitato l’opinione pubblica cittadina ben oltre le aspettative dei sondaggi pre-voto.
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