Rosignano senza medico d’emergenza: scatta la protesta

“Rosignano: 30mila residenti, 120mila turisti, 0 medici di emergenza”. E’ lo slogan ad effetto che campeggia sullo striscione esposto sul lungomare Colombo a Caletta, dove la mobilitazione cittadina ha incrociato la cornice della Festa del Pesce. La protesta, esplosa contro la riorganizzazione del servizio di emergenza-urgenza territoriale, ha registrato un debutto di fuoco: oltre 200 firme raccolte in appena due ore per chiedere l’assegnazione immediata di un’automedica.

La manifestazione è stata promossa dal gruppo consiliare di maggioranza Rosignano nel Cuore, supportato dal Movimento 5 Stelle, e ha visto la partecipazione in prima linea del sindaco Claudio Marabotti, che ha voluto sposare personalmente la battaglia presenziando al presidio.

Al centro della contestazione c’è il recente riassetto sanitario che ha visto la rimozione del medico a bordo dei mezzi di soccorso di stanza sul territorio, sostituito dalla sola figura infermieristica. Una scelta tecnica che le forze politiche e la cittadinanza considerano a tutti gli effetti un depotenziamento dei servizi di salvataggio.

I rappresentanti del Movimento 5 Stelle hanno espresso massima stima per il personale infermieristico, evidenziando però una criticità normativa: “Medico e infermiere sono figure diverse per legge.

Il secondo, purtroppo, ha possibilità di intervento minori rispetto a un medico sul piano clinico ed emendabile in urgenza».

In caso di codice rosso o patologie tempo-dipendenti, l’automedica con il medico a bordo dovrà quindi partire da Cecina o, qualora la stessa fosse già impegnata, addirittura da Livorno, dilatando pericolosamente i tempi di arrivo sul posto.

“Questo sistema presenta una falla enorme: è illogico accentrare i medici di emergenza nei comuni che dispongono già di un pronto soccorso attrezzato e raggiungibile in pochi minuti”.

Proprio il fattore stagionale spaventa residenti e commercianti: con l’arrivo della stagione balneare, la popolazione di Rosignano lievita progressivamente dai 30mila residenti stabili fino a toccare le 120mila presenze turistiche, moltiplicando statisticamente il rischio e la frequenza delle richieste di soccorso.


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