A.A.A. anima gemella cercasi… Speciale San Valentino

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( a cura della psicosessuologa Patrizia Mascari ) – 14 febbraio: Festa degli Innamorati, la chiesa cattolica ricorda il martirio di San Valentino. In realtà le origini della festa precedono la cristianità dell’antica Roma, pare che le radici affondino in uno stravagante rituale, i Lupercalia, cerimonia di purificazione dedicata al Dio Greco Pan, per altre fonti invece di fecondazione simbolica legata a Giunone.
Al di là delle sue remote origini la festa, anche se molto commerciale, mantiene intonso il suo fascino romantico: in Italia festeggia gli innamorati e più in generale l’amore, anche se in effetti le due cose, a voler esser pignoli, non sono proprio la stessa cosa. Solo gli innamorati, tanto per capirsi, sono quelli che navigano col vento in poppa!
Innamoramento ed Amore: l’uno non solo precede l’altro ma implica la presenza di stati emotivi decisamente sopra le righe. La biochimica del cervello innamorato è alterata: circolano delle quantità di dopamina, endorfine, noradrenalina da far impallidire chi dipende da sostanze psicoattive (droghe), qualcuno lo ha persino definito ‘una transitoria condizione psicopatologica’, ed in effetti per l’amante si fanno le cose più folli!
Tradotto in concreto l’innamorato/a è in ‘avanzato stato psico-fisico di iper-attivazione’: accelerazione psicomotoria, euforia, insonnia, inappetenza o iperfagia, pensiero al 90% è centrato sull’ amante, smania imperiosa di vederlo/a o sentirlo/a ….e… d’improvviso il paradiso: il senso di beatitudine non appena insieme!! Il ‘duo innamorato’ attraversa una serie di ‘stadi psicologici’, tutti garanti della vicendevole seduzione. Domina l’infatuazione in cui la fanno da padrone l’idealizzazione (tutto di lui/lei è perfetto) e l’identificazione. Ecco spiegato perché agli albori di una storia ‘si sa esattamente di cosa ha bisogno l’altro’ come pure sono speciali, o addirittura sexy, quei difettucci, successivamente percepiti come discutibili, se non detestabili, tratti caratteriali!
Dulcis in fundo: la passione erotica alle stelle, il cocktail di neurotrasmettitori ed ormoni (testosterone) circolante aumenta la disponibilità femminile, successivamente rarefatta, come d’altronde la brillante loquacità del maschio corteggiatore.
Questo periodo di conturbanti pensieri e bollenti spiriti ha una durata limitata nel tempo: la scienza ci dice che può durare da tre mesi a tre anni, dopo di che, se la storia non si interrompe nulla si crea e tutto si trasforma! Entrano in azione i fatidici ormoni dell’ Amore: ossitocina per lei e vasopressina per lui, rilasciati durante il coito e gesti di rassicurante intimità: un caldo abbraccio, tenere carezze, languidi ed affettuosi baci.
All’orizzonte si profila il mutamento di bisogni ed aspettative reciproche, come pure il grado di impegno richiesto per il nuovo assetto di coppia: le forti emozioni si tramutano in più durevoli sentimenti; il travolgente eros diviene, si spera, sessualità più consapevole e confidenziale. Mettono radice complicità, senso di appartenenza, una ragionevole dose di fiducia reciproca, ottima alchimia per nutrire un senso di sicurezza personale.
Questo elisir di ‘lunga vita’, l’Amore con la A maiuscola sembra essere prerogativa delle coppie più longeve, quelle persuase del fatto che non si ama per una forza ‘amandi’ né perché si è bevuta la ‘pozione d’amore’ e neppure perché si è trovata l’anima gemella che…ahimè …forse non esiste! Più probabile si tratti delle coppie determinate ad affrontare le difficoltà quotidiane, a gestire i conflitti senza darsi mai per vinte , quelle in cui entrambi ritengono di aver trovato quel compagno o quella compagna per cui vale la pena non mollare!!! Una cosa mi piace pensare: non esiste storia d’amore con destino dato dal fato, meglio immaginarla come un libro da scrivere a doppia firma il cui finale non è da dare per scontato fino all’ultima riga dell’ultima pagina dell’ultimo capitolo!
Dedicato a tutti coloro che si amano rispettandosi. PM

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