Ciclismo, sellino e cancro del testicolo?

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(di Luca Lunardini)  La Versilia (e, ovviamente, non solo) è terra di ciclisti amatoriali che a centinaia si dedicano a questo sport salutare e aggregante. Uno sport che, come spesso accade, tuttavia porta con se anche tante leggende metropolitane”, quali il SELLINO COME CAUSA DI PROSTATITI (TALVOLTA VERO), DI IMPOTENZA (FALSO), DI INFERTILITÀ (FALSINO), DI INGROSSAMENTO DELLA PROSTATA (FALSO). Ma una delle leggende più cattive è circolata dopo la drammatica vicenda, risalente a qualche mese fa, del tumore testicolare diagnosticato al ciclista Ivan Basso durante il Tour de France.  Al campione varesino, dopo alcuni accertamenti eseguiti a seguito di una caduta, era stato diagnosticato un cancro al testicolo per il quale, dopo aver, ovviamente, abbandonato il Tour, è stato sottoposto ad intervento chirurgico.

Facile e istintivo immaginare un qualche collegamento tra il tipo di sport praticato da Basso e la patologia che lo ha colpito. Molte ore sul sellino di una bicicletta, lo sforzo della pedalata, la dieta ferrea, l’abbigliamento sportivo aderente ed elastico potrebbero essere causa dell’insorgere del cancro? Sono dunque a rischio anche i suoi colleghi? Quello del lombardo, tra l’altro, non è un caso isolato tra l’altro. Nel ciclismo c’era già stato Lance Armstrong, lo statunitense, sette volte vincitore della Grande Boucle, operato per la stessa malattia nel 1996. Un grande Campione che prima ha sconfitto il cancro e poi è tornato all’attività agonistica.

I dubbi sui possibili danni di uno sport così faticoso sono comprensibili ma che tutti gli amanti dello Sport a due ruote si tranquillizzino: NON C’È UNA CORRELAZIONE DIRETTA TRA CICLISMO E TUMORE AL TESTICOLO!

Certo i continui microtraumi a livello scrotale alla lunga (quindi soprattutto nell’attività agonistica), favorire INFIAMMAZIONI (orchiti, epididimiti, prostatiti…) ricorrenti che potrebbero, ma solo in teoria ed in soggetti già predisposti, favorire la comparsa di una patologia anche grave.  È la compressione a livello vascolare che può determinare nel tempo questi disturbi cronici. Va comunque anche semplicemente detto che molti ciclisti amatoriali hanno più di 50 anni e quindi possono iniziare ad avere problemi prostatici anche indipendentemente dall’attività ciclistica.

Per gli stessi motivi, tali infiammazioni a livello testicolare, queste potrebbero diventare responsabili di alterazioni della qualità del liquido seminale, ma questo rimane un problema di correlazione con le infiammazioni, indipendentemente dalla loro origine. Insomma la bicicletta in se non da problemi di fertilità, né, tantomeno, di impotenza.

Piuttosto, anziché colpevolizzare inutilmente la bicicletta, andrebbe fatta una riflessione sulla scarsa attenzione che il maschietto riserva ai propri “gioielli di famiglia”! Purtroppo l’uomo tende a controllarsi molto poco rispetto alla donna che spesso va dal ginecologo. Accade così che per le patologie genitali maschili (magari anche gravi) le diagnosi vengano fatte in fase ormai avanzata della malattia. Per non avere sorprese basterebbe la prevenzione come per esempio la auto palpazione.

Insomma, caro appassionato ciclista, prosegui pure il tuo bello e salutare sport! Magari prudenzialmente utilizzando sedili anatomici che diminuiscono l’attrito ed utilizzando un abbigliamento aderente, ma non costrittivo.

L’importante è, alla prima avvisaglia a livello testicolare o… “dintorni”,  tu non abbia alcuna sciocca vergogna a far  una visita urologica o andrologica. Val la pena, no?

FORSE NON TUTTI SANNO CHE….: il cancro del testicolo è una patologia relativamente rara, rappresentando circa l’1-1.5% delle neoplasie maschili tuttavia è numericamente in continua crescita negli ultimi trent’anni e soprattutto rappresenta il TUMORE PIÙ COMUNE TRA I 15 E I 35 ANNI!

RubriSex la rubrica di sessuologia è tenuta da:

Patrizia Mascari, psicologa, consulente di coppia è professore a.c. unifi, per ulteriori informazioni la dottoressa è contattabile all’indirizzo mail: pamasca@tin.it.

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LUCA LUNARDINI medico-chirurgo, specialista Urologo con incarico di alta specializzazione in Andrologia, dirigente Medico presso la unità operativa di urologia della A.S.L. 12 Versilia. È contattabile, per qualsivoglia approfondimento, via email al seguente indirizzo:  luca.lunardini1@tin.it

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