‘Desperate working women’

VIAREGGIO – ( di Patrizia Mascari ) – Non specificato, ma ovviamente implicito, il riferimento al ‘doppio ruolo’ che non è caratteristica della modernità, come qualcuno potrebbe erroneamente pensare: il fatto che la donna sia impegnata in compiti fuori e dentro casa risale al tempo dei nostri progenitori ominidi! Infatti nella società di cacciatori e raccoglitori, la femmina ha sempre svolto il doppio lavoro, fuori e dentro la ‘caverna’: raccogliendo  piante e bacche, cacciando animali di piccola taglia ed al tempo stesso occupandosi dell’accudimento dei figli.

Dunque fin dagli albori dell’evoluzione della nostra specie, qualche milione di anni orsono, la doppia XX  del gentil sesso è sinonimo di “far più cose contemporaneamente”, il noto ‘multi-tasking!  Nell’attualità è etichettata come ‘conciliazione’, quell’odiosa necessità declinata al femminile che impone talora scelte scomode fra carriera/lavoro, questioni di cuore/famiglia, o comunque quella condizione di perenne affanno in cui si trovano a ‘sopravvivere’ molte donne.

Si può pensare che quel che essenzialmente risulta problematico oggigiorno sia svolgere più ruoli in luoghi che sono distanti fra loro, obbligando la donna a trasformarsi in stressata super-eroina. Ovviamente non è solo questo. Uno dei nodi della questione sta nell’allungamento della durata media della scolarizzazione ed il fatto che la finestra riproduttiva temporale della femmina sia comunque circoscritta.  Il copione è più meno lo stesso:  laureata, intorno ai 30-35 anni, nel pieno dell’energie e buone capacità per scalare la vetta  professionale quando il campanello/allarme dell’orologio biologico scatta e fa partire un’incessante, implacabile litania: “attenzione attenzione gli ovuli a disposizione sono quasi esauriti il tempo per avere un figlio sta per scadere…….” .

Il conflitto investe prima lei poi ovviamente si riverbera anche nella vita di coppia. Il problema di fondo resta quello di mettere in gioco la propria indipendenza, cosa con che l’universo maschile è esentato dal dover fare (fisiologicamente)! Ma questo è un altro discorso.  Certo è che uno sguardo all’estero suggerisce che vi sono modelli di realtà interessanti in cui sembra possibile per le donne la realizzazione professionale in armonia con la vita privata/familiare senza doversi trasformare in un acrobata che compie esercizi al trapezio senza la rete di protezione sotto…..

Concluderei snocciolando qualche sconsolante dato Istat, fiduciosa che la realtà potrà solo migliorare: il tasso di occupazione di uomini e donne senza figli tra i 20 e 49  è del 76% nei maschi, e del 65% nelle femmine. Non appena arriva la cicogna l’occupazione maschile esta al 90% quella femminile scende al 58%.; con l’arrivo del secondo bebé le lavoratrici calano al 51%, mentre il dato dei padri resta invariato. All’arrivo del terzo figlio  precipita al 34% la percentuale delle occupate mentre i padri mantengono l’occupazione all’85%.

RubriSex la rubrica di sessuologia è tenuta da:

Patrizia Mascari, Psicologa, Consulente di coppia è Professore a.c. UNIFI, Autrice di numerose pubblicazioni, tra cui “L’immaginario, Fantasie e Sessualità’ ed. Franco Angeli.  Per ulteriori informazioni  la dottoressa è contattabile all’indirizzo mail: pamasca@tin.it.

Luca Lunardini  Medico-Chirurgo, Specialista Urologo con incarico di Alta Specializzazione in Andrologia,  dirigente medico presso la Unità Operativa di Urologia della A.S.L. 12 Versilia. E’ contattabile, per qualsivoglia approfondimento, via email al seguente indirizzo: luca.lunardini1@tin.it

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