Imbellettata, ingioiellata al limite, rimodellata… si parla di ’LEI’

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( di Patrizia Mascheri ) – Imbellettata, ingioiellata al limite….rimodellata…..si parla di ’LEI’, non della donna ma…
della sua vulva! Gli standard della bellezza mutano nel tempo e si sa ma da lì ad immaginare che si arrivasse a modificare l’aspetto dei propri genitali per motivi di bellezza, ce ne sarebbe voluta di fantasia!
Pare sia la nuova tendenza nel gentil sesso, opinioni diverse sull’estetica dei genitali: c’è chi spara sul condizionamento mediatico a favore del nuovo ‘business’ (basato sulle insicurezze femminili), chi al contrario sostiene che rappresenta la logica conseguenza della liberazione sessuale della donna, espressione di emancipazione dell’aspetto ludico della sessualità, un tempo esclusivamente appannaggio maschile.
Le pratiche cosmetiche più innocue prendono corpo nel salone di bellezza, laddove la creatività delle estetiste può dispiegarsi nei diversi disegni che possono essere ottenuti ‘giocando con la rasatura’ nelle procedure depilatorie della zona inguinale e dintorni. La cosiddetta cosmesi vulvare propone trattamenti per ringiovanire o rendere più ‘fashion’ la vulva (parte esterna dei genitali femminili). Insomma non più solo un’accurata igiene e ‘manutenzione’ ordinaria, l’intento è proprio di abbellire, talora impreziosire.
E’ il caso del Piercing l’applicazione di gioielli …ai gioielli di famiglia! Il suo predecessore, simbolo di ‘castità’, era l’anello per chiudere la vagina delle mogli, o future tali, a mo’ di lucchetto …. paradossalmente oggi indossato per attrarre! Varie le tipologie: il più comune in zona perineo (tra l’apertura vaginale/anale); Il Fourchette fora l’unione tra il perineo e le grandi labbra; il Christina appena sotto il monte di Venere; poi altri Isabella, Triangolo, Principessa Albertina variante femminile di Prince Albert… I rischi più concreti in questi pratiche sono di ordine medico, c’è da sperare che queste procedure siano condotte da gente competente ed effettuate in regime di asepsi per limitare se non altro le infezioni.
Stadio di imbellettamento successivo è la chirurgia estetica dei genitali: trattamenti vulvo-vaginali, interventi mini-invasivi effettuati in anestesia parziale/totale in regime di day-hospital/notte di degenza. La più richiesta pare la labioplastica (riduzione delle piccole labbra) in quanto troppo sporgenti o cadenti, asimmetriche o ingombranti per vestiti molto aderenti. Per chi poi desidera sperimentare una seconda verginità, fa al caso suo il ‘Rivergination’, ricostruzione dell’imene, esiste anche il riposizionamento del clitoride (organo erettile femminile). Vi sono anche trattamenti non chirurgici come i filler per modificare i volumi come le iniezione di acido ialuronico in zona ‘punto G’, la presunta area orgasmica vaginale interna.
Ci si può chiedere a che tipo di bisogno femminile risponde questa nuova tendenza: voglia di stupire o forse trasgredire, eccesso di vanità od insicurezza? Molte cose può implicare la decisione ad esempio di ricorrere alla scelta chirurgica, ritengo sia però fondamentale discriminare fra scelta ‘sana’ e non.
Nell’ambito della chirurgia plastica è scontato che a fianco del medico vi sia, soprattutto in fase inziale lo psicologo, non fosse altro per escludere la presenza del disturbo ‘dismorfofobico’ (preoccupazione nei confronti di difetti fisici non rilevabili /trascurabili da parte altrui) che rende di per sé vano l’esito di un qualsiasi tipo di intervento migliorativo.
RubriSex la rubrica di sessuologia è tenuta da:
Patrizia Mascari, Psicologa, Consulente di coppia è Professore a.c. UNIFI, Autrice di numerose pubblicazioni, tra cui “L’immaginario, Fantasie e Sessualità’ ed. Franco Angeli. Per ulteriori informazioni la dottoressa è contattabile all’indirizzo mail: pamasca@tin.it.
Luca Lunardini Medico-Chirurgo, Specialista Urologo con incarico di Alta Specializzazione in Andrologia, dirigente medico presso la Unità Operativa di Urologia della A.S.L. 12 Versilia. E’ contattabile, per qualsivoglia approfondimento, via email al seguente indirizzo: luca.lunardini1@tin.it

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