Le conseguenze della violenza

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VIAREGGIO – ( di Patrizia Mascari ) – Subire violenze comporta conseguenze per la salute della persona, che possono avere effetti devastanti. Le conseguenze immediate dei maltrattamenti e delle aggressioni fisiche consistono in lividi, lesioni, le violenze inoltre, che si tratti di abusi fisici, sessuali o anche psicologici, hanno spesso esiti negativi anche a lungo termine. Come testimoniato dalle donne coinvolte nell’esperienza, subire violenza, specie se da una persona vicina affettivamente,  può avere effetti incalcolabili sul piano psicologico:  l’erosione della stima di sé, senso di impotenza ed incapacità, perdita di speranza per il futuro. La violenza sessuale implica un’invasione della parte più intima di sé, la distruzione della fiducia negli altri e nel mondo, sentimenti di confusione e di vergogna anche se la vittima non ha nessuna responsabilità in proposito.  Violenze gravi o ripetute creano nella vittima un sentimento di ansia intensa o di paura generalizzata, e possono costringerla in uno stato di allerta e di tensione costante, nella speranza di riconoscere il pericolo e di riuscire a sfuggire. I ricordi delle violenze possono emergere in modo inaspettato, sotto forma di incubi, o interferire nella vita quotidiana. Questo insieme di sintomi è chiamato sindrome o disturbo post-traumatico da stress; come dice il nome, si tratta di una reazione normale dell’organismo a un avvenimento traumatico, com’è la violenza. Non c’è quindi da stupirsi che una donna con un passato o un presente di violenza possa soffrire più spesso di depressione o di ansia intensa; possa fare tentativi di suicidio; possa consumare in misura eccessiva, nel tentativo di dimenticare la sofferenza e calmare l’ansia, alcool, droghe o psicofarmaci; possa soffrire di vari disturbi alimentari (mangiare troppo o troppo poco) fino all’anoressia e la bulimia. Spesso queste patologie psichiche si innestano su violenze croniche a lungo subite, ma non riconosciute come tali, e non sempre le donne e i loro medici riescono a fare un collegamento tra le violenze e la patologia che si manifesta. In altri casi, la violenza, e lo stato di stress che comporta, possono influire su disturbi a livello fisico: le donne che sono state vittime di violenza, da bambine o da adulte, presentano più spesso disturbi ginecologici e gastrointestinali e finiscono così per subire più ricoveri per esami e più operazioni; presentano inoltre più spesso disturbi come dolore cronico, fatica cronica e mal di testa persistenti. Quando i maltrattamenti sono protratti, ignorati o sottovalutati, possono si innestarsi dunque problemi considerevoli di salute fisica/psichica.  Cercare aiuto è importante, riconoscere i legami tra le esperienze di violenza vissute nel passato e nel presente e alcuni sintomi di disagio fisico o psicologico. A volte le donne hanno paura di certi sintomi, come gli attacchi di panico, gli incubi, i pensieri intrusivi, la depressione. La donna può domandarsi: sono pazza? La risposta è no, si tratta di reazioni normali dell’organismo in situazioni “anomale”, ma può essere comunque necessario farsi aiutare da persone esperte, nei Centri antiviolenza che sono un luogo dover trovare ascolto, sostegno e un aiuto concreto per uscire dalla violenza. Per molte donne l’uscire dalla spirale violenta è stato sufficiente per superare i problemi psicologici da questa causati: le vittime di violenza non sono per questo né matte né malate!

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