Quando lo sperma si tinge di rosso sangue: l’emospermia

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VIAREGGIO – ( di Luca Lunardini ) – Accade che il maschietto ha avuto il “suo” momento magico e si “accascia felice” tra le braccia di lei (o, per, la verità, si accascia anche da… solo).

Uno sguardo lì e… il terrore! Il suo seme, il suo sperma, “lanciato” con tanto entusiasmo, invece che del solito colorito biancastro-latte appare rosso, rosso-sangue!

Ed è quel sangue che immediatamente genera panico, con pensieri che improvvisamente spaziano dai cancri ai testicoli o alla “magica” prostata, per arrivare alle più esotiche ed antiche malattie “li” (la sifilide? La gonorrea? l’immancabile HIV?).

In realtà, l’emospermia o ematospermia (così si definisce la presenza di sangue nel liquido seminale) pur essendo una gran fonte di preoccupazione è, generalmente, è un sintomo “benigno”.

E’ comunque un sintomo che necessita una attenta e precisa valutazione clinica da parte dell’urologo o dell’andrologo, con un completo esame obbiettivo e tutte le eventuali e successive indagini diagnostiche mirate. Infatti in alcuni casi bisogna valutare se sono presenti malformazioni dell’apparato genito-urinario, disordini della coagulazione, problemi oncologici, patologie infiammatorie, comuni o specifiche (cioè quelle tubercolari) delle vie uro-seminali.

Nella maggior parte dei casi (oltre il 50% dei casi) sono le infezioni dell’apparato uro-genitale la causa di emospermia (in particolare la “celebre” prostatite).

Tra le cause iatrogene, cioè procurate da atti medici, ricordiamo soprattutto la biopsia della ghiandola prostatica e molte “procedure urologiche” che interessano questa regione anatomica.

Altre cause, decisamente più rare, da considerare comprendono, i tumori prostatici e testicolari, anomalie anatomiche, i problemi vascolari, le patologie sistemiche comportanti disordini emorragici (ad esempio leucemie, patologie epatiche croniche ed ipertensione arteriosa).

Infine segnaliamo alcune cause un po’ particolari, diciamo “comportamentali” come il coito interrotto, le prestazioni sessuali “esagerate” oppure il contrario (più frequentemente) le prolungate astinenze (non fate batture del tipo: è la… “ruggine” …!).

Nel percorso diagnostico il primo passo del Medico sarà innanzitutto o accertare che si tratti davvero di sangue nello sperma (!): capire, cioè, se si ci trova di fronte ad una vera emospermia oppure ad sanguinamento con le urine o da piccole ferite del pene od ancora (sembra strano ma anche di questo bisogna tenere conto!)  se il sangue viene dalla partner che potrebbe essere mestruata o avere una patologia del tratto genito-urinario.

Quando una reale ematospermia è stata confermata ci sono tre fattori fondamentali da prendere in considerazione: l’età del paziente, la durata del sintomo e la presenza di altri eventuali sintomi associati e/o di particolari fattori di rischio.

NEGLI UOMINI CON MENO DI 45 ANNI, CHE NON HANNO FATTORI DI RISCHIO (ad esempio parenti con cancro della prostata) ED IN UOMINI CHE NON PRESENTANO ALTRI SINTOMI (febbre, ecc) ASSOCIATI L’EMOSPERMIA È SPESSO UN SINTOMO CIRCOSCRITTO E AUTOLIMITANTE CHE NON NECESSITA DI ALCUN TRATTAMENTO OLTRE ALLA RASSICURAZIONE DATA AL PAZIENTE SULL’INNOCUITÀ DEL SINTOMO.

Uomini giovani che presentano, invece, anche sintomi infiammatori del tratto uro-genitale potrebbero aver contratto una infezione uro-genitale. In questi pazienti è indicata una ricerca di germi sia nelle urine che nello sperma (spermiocultura) ed esami specifici per accertare eventuali malattie sessualmente trasmesse; nel caso di positività sarà indicato un trattamento antibiotico specifico.

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