Maltrattamenti psicologici e dintorni

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VIAREGGIO – ( di Patrizia Mascari ) – La tipologia più difficile da riconoscere, soprattutto da parte di chi la subisce, la vittima, è la violenza psicologica. Questa presenta caratteristiche tali per cui non di rado può non configurarsi  come un reato di per sé, ma le conseguenze che comporta sono simili ad altri tipi violenze. Spesso precede o accompagna il maltrattamento fisico e si concretizza in comportamenti di minaccia, derisione, intimidatori, vessazione, manovre di isolamento sociale, controllo e intrusione nella vita della vittima allo scopo di limitarne la libertà personale. Può includere tradimenti e menzogne, ogni forma di scherno o angheria, calunnie e minacce di morte verso la stessa vittima come pure essere estesa alla sua famiglia e/o cerchia di amicizie. Gelosia eccessiva, reiterate accuse di infedeltà, controllo delle frequentazioni, minacce ripetute di abbandono o divorzio, di tradimento se non soddisfa determinate richieste. L’obiettivo è spesso la svalorizzazione, la sottomissione perciò qualsiasi forma di atto che va a ledere l’identità, la dignità e la libertà della persona è da considerarsi violenza psicologica. Parte integrante dunque possono essere: la colpevolizzazione, i ricatti morali, gli insulti verbali, il denigrare e ridicolizzare che possono avvenire nella sfera privata come in quella pubblica. Alcune forme hanno nomi specifici, vediamone un paio.

Lo stalking, che letteralmente significa “inseguire, cacciare”,  si concretizza in una serie di comportamenti che hanno lo scopo di imporre ad un’altra persona comunicazioni non desiderate o contatti che suscitano paura, angoscia e timore per la propria sicurezza. Tali comportamenti includono: lettere, pedinamenti, telefonate, appostamenti, minacce, intrusioni continue nella vita della vittima. Può perdurare mesi anni; molti “persecutori” minacciano le loro vittime e nel 30% circa dei casi hanno realmente esercitato violenza su di esse; si tratta dunque di una forma di violenza che si accompagna ad altre tipologie e che può avere delle conseguenze rilevanti su chi la subisce.  Riconosciuto come reato in Italia, tra il 2004 e il 2005, ma è solo il 15 gennaio 2008 che è stato approvato definitivamente il DDL contro le molestie continuative a chi lo subisce.

Il gaslighting è una forma di maltrattamento molto diffusa ma meno vistosa ed eclatante, che si presta perciò a rimanere celata entro le stanze segrete della relazione sentimentale; tradotto in italiano con manipolazione, perlopiù avviene da parte di uomini verso le donne. Il termine gaslighting indica comportamenti messi in atto allo scopo, più o meno consapevole e volontario, per far sì che una persona dubiti di se stessa e della sua capacità di giudizio sulla realtà, ai livelli più gravi la persona può sentirsi confusa al punto di temere di star impazzendo. L’agente di questo particolare tipo di maltrattamento è il gaslighter, ossia manipolatore. L’azione nei confronti della vittima/compagna è una specie di ‘lavaggio del cervello’ in cui il usa mezzi persuasivi, e non la forza fisica, per convincerla che è lei in qualche modo ‘difettosa’, così da renderla più duttile e perciò più facilmente controllabile. Questo tipo di aggressore agisce sul piano emotivo la sua forza lesiva, giocando sugli aspetti di dipendenza psicologica, che progressivamente si rafforzano, ponendo la donna  nella condizione di ‘bisognosa’ e dipendente.  Il paradosso della cosa è che chi mette in atto questa violenza psicologica sostiene di voler essere utile alla sua vittima, si tratta di una grave forma di perversione relazionale. L’azione di questo processo manipolatorio induce lo sviluppo di stati depressivi e sentimenti di inadeguatezza: gradualmente lei si convince della ragione dell’altro, più spesso addirittura idealizzandolo. Le strategie utilizzate comunemente dal gaslighter passano attraverso manovre di lusinga, affabulazione ma anche intimidazione, rimprovero ed aggressività diretta. Lo stadio più grave di manipolazione può essenzialmente realizzarsi attraverso le seguenti fasi: porre in condizione di  isolamento la vittima, accusarla, umiliarla e minacciarla.

RubriSex la rubrica di sessuologia è tenuta da:

Patrizia Mascari, Psicologa, Consulente di coppia è Professore a.c. UNIFI, Autrice di numerose pubblicazioni, tra cui “L’immaginario, Fantasie e Sessualità’ ed. Franco Angeli.  Per ulteriori informazioni  la dottoressa è contattabile all’indirizzo mail: pamasca@tin.it.

Luca Lunardini  Medico-Chirurgo, Specialista Urologo con incarico di Alta Specializzazione in Andrologia,  dirigente medico presso la Unità Operativa di Urologia della A.S.L. 12 Versilia. E’ contattabile, per qualsivoglia approfondimento, via email al seguente indirizzo: luca.lunardini1@tin.it

 

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