Omosessuali, rossi di capelli, mancini….si nasce o si diventa?

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( di Patrizia Mascari ) -Omosessuali, rossi di capelli, mancini….si nasce o si diventa?
Il titolo, che suona fra il bizzarro ed il provocatorio, trae spunto dall’intervento del Professor Pietrini (Università di Pisa), assieme al quale la scorsa settimana, in arcivescovato a Lucca, siamo stati relatori sul tema di grande risonanza attuale detto ‘gender’ .
L’argomento di oggi ovviamente non sono i rossi di capelli e neppure i mancini, un tempo forzatamente corretti alla destra, ma andava ancora peggio alle malviste pulzelle dalla fulva chioma, alle quali nel medioevo non veniva risparmiato il rogo, considerate streghe.
Questo dovrebbe di per sé far riflettere sul tema di oggi: l’orientamento omosessuale, ossia, l’attrazione emotiva, sessuale, relazionale, per qualcuno del proprio sesso, da taluni detti gay (dal francese gaio, sia uomini che donne) o lesbiche (dalla poeta Saffo dell’isola di Lesbo) nel caso delle donne.
Intanto c’è da dire che l’orientamento sessuale cade lungo un continuum ai cui estremi stanno da un lato l’eterosessuale, attratto esclusivamente dal sesso opposto al proprio e dall’altro l’omosessuale. In mezzo stanno i bisessuali che sono attratti da entrambe i sessi, al lato di questi abbiamo condotte etero od omosessuali occasionali.
Sulla frequenza statistica, da leggere con le dovute cautele per le intuibili difficoltà a censire, pare si attesti mediamente intorno al 2/4% della popolazione.
Cosa dice la scienza a proposito di omosessualità?
Anzitutto che non si tratta di patologia, perversione, scelta ma di una variante normale della sessualità umana. Già dai primi anni ’70 non risulta più annoverata nel Manuale Statistico Diagnostico dei disturbi mentali (ricordate Il DSM? la specie di bibbia per molti psicologi e psichiatri), stessa posizione vale per l’OMS dal 1993.
La prima considerazione che si impone immediata è che non trattandosi di malattia mentale NESSUNA TERAPIA RIPARATIVA o MEDICALIZZAZIONE è prevista o contemplata per la persona con orientamento omo-bisessuale, sarebbe come pensare di somministrare l’antiinfluenzale a chi l’influenza non ce l’ha!
Sulla questione relativa ai motivi che determinano l’orientamento sessuale la risposta più plausibile è il fattore ereditario; nel caso dell’omosessualità maschile si tratta della presenza di più geni, ad effetto cumulativo, trasmessi in linea materna (alcuni di questi sono solo sul cromosoma X), le madri dei figli omosessuali, che quindi li possiedono, hanno in media 1/3 di figli in più rispetto alle altre. Fra le affascinanti ipotesi in fase di studio che questi geni le rendano più resistenti alle malattie in gravidanza o forse più attraenti e quindi più fertili.
In un passato, troppo prossimo ahimè, l’omosessualità è stata attribuita a dinamiche familiari difficoltose, sviluppo psicologico difettoso, storie di abuso sessuale infantile, le ipotesi più fantasiose ed improbabili sono state formulate da diverse teorie psico-sociali, mai tuttavia seriamente verificate e perciò senza alcun un fondamento scientifico.
Purtroppo nonostante ciò queste ipotesi hanno creato l’humus per la peggiore disinformazione, a sua volta matrigna dei più indelebili pregiudizi, contribuendo peraltro non poco a complicare le relazioni fra figli omosessuali ed i genitori, spesso assaliti da penosi sensi di colpa rispetto al loro operato di padri e madri.
Ebbene oggi con le conoscenze di cui disponiamo, grazie alle nuove scoperte scientifiche intorno alla mente-cervello in tema di orientamento sessuale, siamo finalmente in grado di dissipare molte credenze e convinzioni errate, pregiudizi demodé che purtroppo ancora mantengono in vita lo stigma nei confronti di alcune persone la cui ‘esclusiva colpa’ è quella di trovarsi in una posizione di ‘minoranza statistica’ per quanto riguarda il loro ‘gusti sessuali’.
Frase del giorno: “Spesso nel giudicare una cosa ci lasciamo trascinare più dall’opinione che non dalla vera sostanza della cosa stessa.” SENECA
RubriSex la rubrica di sessuologia è tenuta da:
Patrizia Mascari, Psicologa, Consulente di coppia è Professore a.c. UNIFI, Autrice di numerose pubblicazioni, tra cui “L’immaginario, Fantasie e Sessualità’ ed. Franco Angeli. Per ulteriori informazioni la dottoressa è contattabile all’indirizzo mail: pamasca@tin.it.
Luca Lunardini Medico-Chirurgo, Specialista Urologo con incarico di Alta Specializzazione in Andrologia, dirigente medico presso la Unità Operativa di Urologia della A.S.L. 12 Versilia. E’ contattabile, per qualsivoglia approfondimento, via email al seguente indirizzo: luca.lunardini1@tin.it

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