Prestazioni ( o carriera ) da sogno sotto le lenzuola… Una punturina li!

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(di Luca Lunardini)  – Prestazioni da sogno sotto le lenzuola? Erezioni che “SVETTANO” per ore? Défaillance scomparse qualsiasi cosa accade o ci circondi?

Roba rara per rari personaggi – direte voi –  magari pensando alla categoria dei pornoattori.

In realtà le cose non sono mai così semplici come sembrano. Pensate a questi “poveretti” di porno-attori, che, ancorché giovani e nel pieno delle loro forze, hanno l’onere di mantenere l’erezione di fronte a una miriade di persone, alle telecamere, in mezzo a luci accecanti e a set che fuori vista sono accozzaglie di oggetti e strutture. E che, tra l’altro, arrivato il momento… devono “concludere” a comando, secondo copione e regista.

Allora capite perché si sussurri come non sia raro che tali professionisti del sesso facciano ricorso a Viagra e cuginetti (Cialis, Levitra, Spedra, ecc.), ma soprattutto ad un arma semi-segreta che sono le iniezioni localizzate (eh sì, proprio lì!) di un prodotto denominato CAVERJECT.

Il principio attivo che costituisce il Caverject, è l’alprostadil. Si tratta di una prostaglandina E1, sostanze normalmente presenti nel corpo con proprietà molto diverse. Se INIETTATA NEL CORPO CAVERNOSO DEL PENE PROVOCA UN’EREZIONE DILATANDO I VASI SANGUIGNI. L’effetto si manifesta 10-30 minuti dopo la somministrazione.

È uno dei presidi principali dell’armamentario di un andrologo, sia per la diagnosi che per la cura delle disfunzioni erettili soprattutto in caso di fallimento o impossibilità ad assumere gli inibitori delle fosfodiesterasi (l’altisonante nome scientifico di Viagra e cuginetti). In effetti non dovendo ingerirlo determina meno frequentemente effetti collaterali generali, divenendo per certi aspetti, ad esempio nei cardiopatici, più sicuro (anche se MOLTO meno “comodo”) delle “pasticchine dell’amore”.

In effetti le CONTROINDICAZIONI sono abbastanza rare: non può essere usato se si è affetti da anemia falciforme o da tumori del sangue (per es. leucemia e mieloma multiplo). Anche gli uomini con protesi al pene o con determinate, rilevanti, variazioni anatomiche del pene (angolazione o malattia di Peyronie in fase avanzate) non devono usare Caverject. Inoltre i pazienti che usano medicamenti per rallentare la coagulazione sanguigna debbono essere prudenti perché potrebbero sanguinare dal punto della iniezione.

Anche gli EFFETTI COLLATERALI sono abbastanza rai:

Gli unici un po’ frequenti (10% dei pazienti) sono modesti dolori al pene, come sensazione di bruciore e tensione durante l’erezione.

Decisamente più rari (nei 1-5% dei pazienti): mal di testa, vertigini, sbalzi di pressione, tosse, dolori alla schiena, modificazioni del pene (fibrosi, indurimento), ematomi al sito di iniezione.

Rarissimi infine (nei 0,1% dei pazienti): abbassamenti della pressione sanguigna fino a collasso dovuto a un calo della pressione sanguigna;

Un discorso a parte va fatto sul RISCHIO DI AVERE EREZIONI TROPPO PROLUNGATE (oltre 4 ore). Può trattarsi di una particolare sensibilità al farmaco o di una dose eccessiva (L’EFFETO E’ DOSE DIPENDENTE. PIU’ SE SI SOMMINISTRA, PIU’…DURA DURO…). Se l’erezione dura più di 4 ore PUÒ CONDURRE ALL’IMPOTENZA PERMANENTE POICHÉ PUÒ DANNEGGIARE I TESSUTI ERETTILI DEL PENE.

Comunque al di là di questi rari problemi, il Caverject resta un farmaco con davvero pochi rischi. Tuttavia proprio per la sua caratteristica di… “PUNTURA LI’” non è di facilissimo e istintivo utilizzo (sfido chiunque ad aver pensato nella propria vita a doversi fare una iniezioni… lì…!)

Ecco perché il farmaco va usato su prescrizione medica e secondo le relative istruzioni. La prima iniezione deve essere eseguita nello studio andrologico. Al paziente sarà poi spiegato come praticare l’autoiniezione Anche la dose sarà stabilita dallo specialista individualmente per ogni paziente. Si parte, in genere da 2,5 microgrammi per arrivare, in caso di insuccesso, sino a 20 microgrammi. Fondamentalmente si deve usare sempre la minima dose efficace di modo che l’erezione non duri più di un’ora. Si deve iniettare, con apposito micro-ago, nella parti laterali e centrali dell’asta del pene (non nel glande o troppo alla base, per intenderci).

Un’ultima raccomandazione: anche quando si usano iniezioni di Caverject, nei rapporti sessuali devono essere osservate le abituali precauzioni contro le malattie a trasmissione sessuale. Anzi, poiché l’iniezione causa una piccola emorragia, esiste un rischio più elevato del solito di trasmettere o contrarre alcune malattie come l’AIDS. I pazienti affetti da tali malattie devono perciò, se possibile ancor più del solito, usare le comuni misure precauzionali (prime tra tutte il profilattico).

INSOMMA STANDO ATTENTI A SEGUIRE LE INDICAZIONI DELL’ANDROLOGO O DELL’UROLOGO SI PUÒ RIUSCIRE A PORTAR SOTTO LE PROPRIE LENZUOLA UN PO’ DI… ROCCO SIFFREDI!

CHE POI QUESTO, DA SOLO, BASTI A FARSI AMARE DAVVERO DA COLEI A CUI TENIAMO È ALTRA STORIA…

RubriSex la rubrica di sessuologia è tenuta da:

Patrizia Mascari, Psicologa, Consulente di coppia è Professore a.c. UNIFI, Autrice di numerose pubblicazioni, tra cui “L’immaginario, Fantasie e Sessualità’ ed. Franco Angeli. Per ulteriori informazioni la dottoressa è contattabile all’indirizzo mail: pamasca@tin.it.

Luca Lunardini Medico-Chirurgo, Specialista Urologo con incarico di Alta Specializzazione in Andrologia, dirigente medico presso la Unità Operativa di Urologia della A.S.L. 12 Versilia. E’ contattabile, per qualsivoglia approfondimento, via email al seguente indirizzo: luca.lunardini1@tin.it

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