Sotto l’ombrellone si sbircia, su alcune riviste si legge… Ma cos’è “lui”?

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Luca Lunardini – Sotto l’ombrellone se ne parla (e magari si… sbircia, complici gli occhiali da sole celanti sguardi birichini). Sulle riviste più o meno patinate se ne legge. In qualche film, anche d’Autore, lo si intravede. Nelle canzoni lo si canta.

A chi mi riferisco? Ma, ovviamente, a LUI”!: L’APPARATO GENITALE MASCHILE!

Ma davvero si sa fino in fondo di cosa si parla?

Forse all’inizio della nostra avventura in TGSEX converrà fare uno sforzino e provare a descriverlo, facendo l’impossibile per non divenire troppo noiosi (mica facile, come ben sanno gli studenti di Medicina o Biologia, si parla dell’arida anatomia…)

L’apparato genitale maschile, che si colloca nell’area pelvica dell’addome, può essere definito come quell’insieme di organi che permette, dopo la maturazione, agli individui maschi di procreare. Ma anche di provare piacere, perché madre natura non è mica scema: se ti dà piacere una cosa la fai (e procrei mantenendo la specie) altrimenti passeresti il tempo a fare altre cose. Magari semplicemente a guardare la TV, No?!

Questo apparato è composto da organi di cui tutti i maschi sono dotati sin dalla nascita ma che non sono immediatamente attivi. Per esserlo è necessario attendere la fase della pubertà che mediamente comincia dai 13 ai 15 anni, quando avvengono molti cambiamenti, sia a livello fisico che ormonale.

A dare l’avvio alla cosiddetta maturità sessuale biologica ci pensa il cervello «sessuale», cioè l’ipotalamo. Da questa regione cerebrale partono i segnali neuroendocrini che porteranno ad attivare l’ipofisi. Spetta a questa piccola ghiandola, posta alla base della scatola cranica, l’invio di specifici ormoni (chiamati Lh e Fsh) che stimoleranno i testicoli a produrre l’ormone maschile per eccellenza, il testosterone.

L’apparato riproduttivo maschile si compone di organi interni e di organi esterni.

Il loro compito principale, oltre a quello di accedere all’apparato femminile (magari non sembra né molto romantico e neppure particolarmente eccitante, ma l’erezione è pensata, dalla solita Madre Natura, proprio per questo: depositare il seme in fondo alla vagina, in prossimità dell’utero) per dare il via al rapporto sessuale, è produrre il liquido seminale, gli spermatozoi e gli ormoni maschili.

Cominciamo allora con gli organi genitali maschili esterni, quelli che si “sbirciano” per capirsi: pene, scroto e testicoli.

IL PENE. E’ il “LUI” per eccellenza. L’organo erettile è caratterizzato da una struttura di forma cilindrica percorsa per tutta la sua lunghezza da un canale, l’uretra, che collega la vescica (la pipì deve pur uscire…) e le vie seminali con l’esterno, e da una struttura conoide, definita glande.

La capacità del pene di modificarsi sia nella forma che nella consistenza, durante la fase di erezione, è dovuta alla presenza di due corpi cavernosi e del corpo spugnoso dell’uretra che, riempiendosi di sangue, determinano la rigidità. Quindi cari maschietti sappiate che il vostro LUI, di cui andate tanto orgogliosi, non è né un muscolo, né un nervo, né tanto meno un osso. E’ piuttosto una serie di spugnette che riempendosi di sangue acquistano volume e rigidità.

LO SCROTO è la morbida sacca dalle pareti sottili che contiene i testicoli. Funzione primaria dello scroto è di costituirsi come centro di controllo climatico dei testicoli, che hanno costantemente bisogno di una temperatura di poco inferiore a quella dell’intero organismo perché il troppo calore danneggerebbe lo sviluppo degli spermatozoi: ecco perché lo scroto si allunga, allontanando i testicoli dal corpo, quando fa caldo, e si ritrae, avvicinandoli al corpo caldo, quando fa freddo.

I TESTICOLI: sono deputati alla produzione degli spermatozoi e alla secrezione dell’ormone maschile, il testosterone. Al loro interno includono il testicolo vero e proprio (didimo) e l’epididimo, il canalino che porta verso l’esterno gli spermatozoi prodotti.

E qui per ora mi fermo perché capisco che, pur con tutti gli sforzi, l’anatomia resta argomento un po’ “pallosetto” (termine adeguatissimo considerando l’argomento...). La prossima volta che ci sentiremo parleremo degli organi interni e magari (curiosetti? Eh?) del funzionamento del vostro “LUI”.

 

 

 

 

 

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