Varicocele: “Ma che roba è…?”. Risponde il dottor Luca Lunardini

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( di Luca Lunardini ) – Molti ne parlano, magari un po’ sottovoce (nel  dubbio  che sia  una  cosa  un po’ “osé” …), qualche volta ne straparlano, spesso lo si confonde con altro.

E’ il VARICOCELE.

In realtà si tratta di una patologia abbastanza frequente, in sé anche piuttosto innocua (salvo un “problemino” su cui torneremo), consistente nella eccessiva DILATAZIONE DELLE VENE CHE CIRCONDANO UN TESTICOLO. Quando queste vene testicolari (anche dette spermatiche), che hanno il compito di drenare il sangue dal testicolo, sono dilatate si verifica un reflusso, una ricaduta, di sangue dall’alto verso il testicolo, con conseguente aumento della quantità di sangue attorno al testicolo. Ma, come tutti sappiamo, il sangue è caldo, e ciò finisce per causare un INNALZAMENTO DELLA TEMPERATURA DEL TESTICOLO CON CONSEGUENTE CREAZIONE DI UNA CONDIZIONE AMBIENTALE SFAVOREVOLE PER UNA NORMALE PRODUZIONE DEGLI SPERMATOZOI (ecco il “problemino” di una malattia altrimenti abbastanza innocua…).

In effetti PER PRODURRE SPERMATOZOI VALIDI, I TESTICOLI ANNO NECESSITÀ DI UNA TEMPERATURA RELATIVAMENTE BASSA rispetto al resto del corpo: diciamo attorno ai 34 gradi. Ed infatti Madre Natura, che nulla fa a caso, ha fatto sì che i testicoli non siano dentro il corpo (come sarebbe, in fondo in fondo, più… comodo…) ma fuori, nello scroto, sacchetto magari anche un po’ antiestetico ma che proprio perché staccato dal resto del corpo funziona come una sorta di climatizzatore mantenendo i testicoli all’… aperto…

E’ una malattia, dicevamo, piuttosto frequente interessando fino al 20% DELLA POPOLAZIONE MASCHILE (uno su 5!). Tipicamente si manifesta la prima volta all’epoca della maturazione sessuale, tra gli 11 e i 16 anni. L’essere longilinei e di statura elevata sembra favorirlo.  È interessato soprattutto il TESTICOLO SINISTRO (95%) e raramente il testicolo destro (5%), ciò a causa delle differenti caratteristiche anatomiche tra le due vie vascolari.

Per il meccanismo sopraricordato (il calore) è la causa di oltre UN TERZO DI TUTTE LE CAUSE DI INFERTILITÀ maschile! Ecco perché, anche nelle sue forme di minore entità, dovrebbe essere diagnosticato precocemente in età adolescenziale quando ancora non ha avuto il tempo di determinare un danno riproduttivo.

Va sfatata una leggenda metropolitana: NON È VERO CHE VARICOCELE DIA DOLORE! Solo quando le dimensioni siano rilevanti, il “peso” delle vene molto ingrossate può determinare un fastidio sordo al testicolo, un senso di pesantezza a livello scrotale. In questi casi il dolore aumenta quando si sta in piedi per lunghi periodi di tempo, nell’attività sportiva, sollevando pesi, se è molto caldo e, talvolta, alla fine di un rapporto sessuale.

Per riconoscerlo è importante la visita urologica e andrologica che lo individua come un gruppo vene dilatate palpabili a livello scrotale, descritte come un “sacchetto vermiforme” (la contrazione addominale fa aumentare il volume delle vene), inoltre il testicolo colpito da varicocele può risultare più piccolo rispetto al controlaterale. Generalmente tale visita è già sufficiente per porre diagnosi. Sono poi opportuni uno spermiogramma ed eventualmente anche un Eco-colorDoppler testicolare.

Solitamente si distinguono 3 livelli di varicocele in base alle dimensioni crescenti del varicocele stesso: I, II, e III grado.

Generalmente per il varicocele non c’è una cura farmacologica. Se il varicocele è causa di infertilità o (più raramente) di dolore ad aiutarci c’è solo la chirurgia. In particolare sono i danni alla fertilità, più che le dimensioni e gli eventuali fastidi che ci guidano nella decisione di operare o meno.

Sia che si tratti dell’intervento classico, con il bisturi, sia che si utilizzi la scleroembolizzazione percutanea, la finalità dell’intervento è la chiusura delle vene in modo da ridurre la quantità di sangue, e quindi di calore, attorno al testicolo.

Dopo l’operazione, venendo a cessare la fonte di calore eccessivo, la funzionalità e il numero degli spermatozoi mostra sovente un netto miglioramento. Naturalmente questo se era il varicocele la causa principale del problema. Perché nulla vieta che al varicocele si associ una delle molte altre cause di infertilità.

Tenendo presente il meccanismo con cui il varicocele determina danno alla fertilità appare chiaro perché non si possa garantire l’efficacia dell’intervento se eseguito dopo i 33-35 anni (con un immagine un po’ forte potremmo dire che è un po’ tardi per spengere il bollitore… oramai il danno è fatto…).

Concludendo, cari ragazzi: Nessun dramma, nessuna paura reverenziale, ma neppure nascondere la testa sotto la sabbia. Il varicocele è una patologia benigna ma delicata che talvolta va anche operata. Nel dubbio, ragazzi, non evitate l’Andrologo.

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