Zoofilia: sesso bestiale, alla lettera!

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( di Patrizia Mascari ) – La cronaca di questi giorni la porta alla ribalta  ( leggi anche: Sesso e film hard con i cani: la denuncia di un’associazione …) la zoofilia, che detta anche Zooerastia è un disturbo della sessualità classificato nelle parafilie; quelle che, se ricordate qualche articolo fa un tempo erano etichettate con ‘perversioni o deviazioni sessuali’. Si tratta di persone che provano piacere sessuale nel contatto con animali, non di rado si associa a forme di sadismo. Fuorviante pensare che sia un prodotto della contemporaneità è piuttosto un leitmotiv dell’umanità.
Il pantheon degli Egizi era pieno di Dei antropomorfi, fare sesso con gli animali significava avvicinarsi a loro, la capra divinizzata era fra i prescelti. Spettacoli circensi anticamente celebravano i propri idolatrati con riti zoofilici: orde di babbuini che stupravano bionde pulzelle fino a mutilarle e poi divorarle in sacrificio. Pure le rappresentazioni teatrali ispirate agli dei stessi, vedi il mito di Pasifae (moglie di Minosse) che si lascia montare (per passione indotta da Poseidone) dal toro bianco generando il Minotauro.
Col Vecchio Testamento il sesso con gli animali venne bandito: il documento decretava la morte per coloro che si fossero “contaminati” con una bestia. Ma la battuta d’arresto è solo parziale. Pratica antica diffusa anche sul territorio italiano legata alla transumanza, affonda le sue radici nella cultura dei pastori, tuttora resta un costume in uso presso alcuni insediamenti rurali isolati.
Nel mondo della prostituzione, è talvolta uno dei ‘servizi’ aggiunti, molti siti porno offrono a pagamento e non filmati, con annunci annessi di offerta o richiesta di appuntamenti sessuali. (Ricordate Cicciolina col serpente?). Preoccupante dato che, talvolta, riportano links di pedopornografia accessibili anche ai bambini senza alcun filtro.
Anche personaggi illustri della letteratura come D’Annunzio si sono macchiati di certi vizietti erotici, pare sodomizzasse una gallina alla quale non rendeva un gran servizio, chiudendole il collo in un cassetto per aumentare le contrazioni muscolari del suo orifizio anale.
Scarseggiano i dati percentuali non è facile trovare chi ammette di fare sesso con una giumenta o una cagna, o si eccita a tormentare sessualmente il proprio gatto. Indagini statistiche che il 4,5% della popolazione USA sia incline a tali pratiche. Pare che fra i giovani delle fattorie nell’America degli anni ’40 quasi il 50% fosse attivo sessualmente con mucche e cavalli.
100 zoofilici intervistati nel 2002 (il 35% impegnato in attività di protezione degli animali), intervistati. Più del 50% dichiara di copulare con l’animale più volte a settimana e un quarto non ha mai fatto sesso con un essere umano. Due di essi pare siano ‘specializzati’ nel sesso con gatti enormi e altri due con i delfini. La maggior parte ammette di masturbare l’animale (96%), percentuale seguita sorprendentemente dal reciproco contatto orale-genitale (80%) e dai baci (72%).
Esiste una associazione di persone che reclama il riconoscimento della zoofilia come orientamento sessuale legittimo, sostengono che gli animali sono consenzienti dato che in grado di camminare, nuotare, volare potrebbero sottrarsi ma non lo fanno. Gli ‘adepti’ dichiarano uno smisurato e autentico amore per gli animali, così forte da giustificare la pulsione sessuale. Ci sono anche i ‘Furries’, quelli che amano travestirsi da animali.
La zoofilia arreca problemi igienico-sanitari: rischio di contrarre le cosiddette zoonosi, malattie trasmissibili da animale a uomo, quali scabbia, salmonellosi, stafilococco aureo. Per le donne si aggiungano lacerazioni della vagina e degli organi interni.
Questa aberrazione sessuale in Danimarca è legale ed in Italia non è ancora sanzionata, smuove un giro d’affari che si aggira sui venti milioni di euro l’anno. In Francia, Svizzera ed Olanda l’hanno vietata solo recentemente. La Germania sta legiferando per la tutela degli animali: pare che un emendamento preveda la castrazione chimica e la marchiatura a fuoco, oltre ad una sanzione economica.
Fra le possibili cause del disturbo: schizofrenia, insicurezza, bassa moralità, mancanza di autocontrollo, incapacità di appagamento sessuale “secondo natura”. Talora associata a cause organiche, come disturbi cerebro vascolari. Parafilie e terapie fanno rima ma in realtà non vanno proprio in tandem, uno zoofilico approda nello studio di uno specialista spesso solo se motivi giudiziari lo spingono, lo scopo perlopiù è alleviare la pena. La scelta spontanea è rara per motivi di vergogna e molto più spesso perché non vi è coscienza di malattia.

RubriSex la rubrica di sessuologia è tenuta da:
Patrizia Mascari, Psicologa, Consulente di coppia è Professore a.c. UNIFI, Autrice di numerose pubblicazioni, tra cui “L’immaginario, Fantasie e Sessualità’ ed. Franco Angeli. Per ulteriori informazioni la dottoressa è contattabile all’indirizzo mail: pamasca@tin.it.
Luca Lunardini Medico-Chirurgo, Specialista Urologo con incarico di Alta Specializzazione in Andrologia, dirigente medico presso la Unità Operativa di Urologia della A.S.L. 12 Versilia. E’ contattabile, per qualsivoglia approfondimento, via email al seguente indirizzo: luca.lunardini1@tin.it

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