Saetta libero: il Gip ha sciolto la riserva, annullando la misura cautelare

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VIAREGGIO – ( di Letizia Tassinari ) – Libero. Il gip Silvia Mugnaini, dopo l’interrogatorio di garanzia avvenuto ieri nel carcere di San Giorgio a Lucca, ha sciolto la riserva e ha disposto la scarcerazione di Vincenzo Saetta. “Il giudice delle indagini preliminari – ha spiegato l’avvocato Massimo Landi – ha accolto l’istanza presentata ieri, annullando la misura cautelare, alla luce della ricostruzione dei fatti del mio assistito”.  Saetta, però, per ora, resta in cella, in quanto il Tribunale di Lucca, che aveva disposto l’obbligo di dimora nel comune di Viareggio, con  il pernottamento nottuno presso la sua abitazione dalle 20 la sera alle 7 di mattina, venendo a consocenza del nuovo arresto, ha, nel frattempo, aggravato la misura cautelare. Il legale, comunque, ha presentato oggi nuova istanza per annullare anche questa seconda misura. Il cognato di “Enzo” Saetta, Alessandro Ciccone, invece,  resta in carcere, almeno per il momento.

Saetta, come scritto ieri da tgregione.it  (leggi anche: Operazione Scugnizzo, l’avvocato Landi chiede la revoca ) ha negato ogni addebito, producendo al gip la registrazione che proverebbe che nessun tentativo di estorsione sarebbe stato commesso nei confronti dell’uomo, assuntore abituale di droga e cliente insolvente di Ciccone per le dosi acquistate ” a chiodo”, dalla cui denuncia, presentata in Caserma dai Carabinieri lo scorso 20 maggio, è iniziata l’indagine, operazione “Scugnizzo”. Vincenzo Saetta, questa la versione data dallo stesso, avrebbe infatti dato circa 5mila euro all’uomo che avrebbe dovuto farli maturare in un un portale di investimenti sui meracati” forex”. Soldi che poi sarebbero spariti, e dei quali, senza interessi, ne avrebbe chiesto la restituzione.

Saetta e Ciccone, rispettivamente suocero e genero, furono arrrestati dai Carabinieri il 23 settembre scorso. Il blitz, per mano dei Carabinieri della Compagnia di Viareggio, avvenne alle prime luci dell’alba, a conclusione di una indagine, coordinata dal Pubblico Ministero Aldo Ingangi. Oltre 300 le dosi di cocaina cedute da Ciccone, secondo l’accusa, con prezzi da capogiro: un grammo veniva venduto a 70/ 80 euro. Lo spaccio era di lusso, e tra i clienti habituè c’erano anche noti professionisti. Il Saetta, detto “Enzo”, e noto alle cronace locali e nazionali per numerosi precedenti arresti per associazione a delinquere di stampo camorristico, fu invece accusato di tentata estorsione per aver minacciato e picchiato un acquirente insolvente, che per procurarsi la “bianca” aveva accumulato debiti nei confronti dei venditori. Accusa, quest’ultima, per la quale il gip ha però annullato la misura cautelare applicata.

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