I saldi estivi 2026 in Toscana valgono oltre 207 milioni di euro. È questa la stima elaborata dall’Ufficio studi di Confcommercio Toscana, che prevede un giro d’affari complessivo di 207,2 milioni di euro, in lieve calo rispetto ai 214,7 milioni registrati nell’estate del 2025.
Secondo le previsioni, il 62% delle famiglie toscane approfitterà degli sconti per fare acquisti. La spesa media sarà di 201 euro per nucleo familiare, pari a circa 92 euro per persona, confermando il forte interesse dei consumatori verso uno degli appuntamenti commerciali più attesi dell’anno.
“L’avvio della stagione dei saldi si inserisce in un contesto di consumi ancora prudenti, influenzati dalle incertezze economiche e geopolitiche, anche se il rallentamento dell’inflazione contribuisce in parte a sostenere la capacità di spesa delle famiglie”, spiega il direttore generale di Confcommercio Toscana, Franco Marinoni.
Secondo Marinoni, il mercato resterà sostanzialmente stabile nonostante un leggero ridimensionamento della spesa rispetto allo scorso anno. “Oltre sei toscani su dieci faranno acquisti durante i saldi – sottolinea – a dimostrazione che gli sconti continuano ad avere un forte potere di attrazione. A fare la differenza, soprattutto per i negozi delle città d’arte e delle località costiere, sarà ancora una volta il turismo, in particolare quello internazionale”.
In Toscana sono oltre 6.000 i punti vendita interessati dalla stagione dei saldi. Si tratta di negozi di abbigliamento, calzature, pelletteria, articoli sportivi, intimo e prodotti tessili, che vedono negli sconti un’importante occasione per smaltire le rimanenze di magazzino e fare spazio alle nuove collezioni.
Tuttavia, il peso dei saldi sul fatturato complessivo degli esercizi commerciali continua a diminuire. “Oggi i saldi estivi e invernali incidono soltanto per il 25-30% del fatturato annuo di un negozio”, osserva il presidente di Federmoda Confcommercio Toscana, Paolo Mantovani. “Le promozioni sono ormai presenti durante tutto l’anno, soprattutto a causa dell’e-commerce, che non conosce limiti temporali o geografici. Gli sconti non rappresentano più un evento eccezionale come in passato e il settore continua a fare i conti con consumi deboli e con una concorrenza online sempre più forte”.
Le stime di Confcommercio delineano quindi un’estate all’insegna della prudenza nei consumi, ma con una sostanziale tenuta del mercato, grazie anche al contributo del turismo e all’interesse dei consumatori per gli acquisti a prezzi scontati.



