L’Italia è la nazione più sana al mondo: prima tra 163 Paesi secondo Bloomerang

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Roma (di Alba Modugno) – Probabilmente non ce l’aspettavamo, ma è così: l’Italia è la nazione più sana al mondo, prima in classifica secondo il “Bloomerang Global Health Index”, rapporto che annualmente viene stilato considerando le condizioni di 163 Paesi.

Dunque gli italiani, con un punteggio di 93,11 su 100 e seguiti sul podio da islandesi e svizzeri, si sarebbero guadagnati il titolo di popolo maggiormente in salute, sulla base di una serie di varianti che il Bloomerang ha analizzato, ovvero aspettativa di vita, cause di mortalità, salute mentale e fattori di rischio, tra cui pressione alta, tabagismo, malnutrizione e accesso ad acqua pulita.

Sorprendente anche il risultato in ambito di longevità, che vede la nostra Penisola in vetta persino rispetto ad altre nazioni più rinomate in questo senso, come Islanda, Svezia, Giappone e Singapore: l’Italia offre un’aspettativa di circa 80 anni, per altro molti se confrontati con i 52 mediamente possibili in un Paese come il Sierra Leone, il quale è nel rapporto ultimo secondo tale parametro.

Un altro criterio importante è però la qualità della vita, supportata nel nostro caso dal tipo di dieta a cui siamo quotidianamente sottoposti, quella mediterranea, che ricca di verdure e olio extravergine d’oliva, è stata anche riconosciuta dall’UNESCO Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità.

La Dieta Mediterranea sembrerebbe essere il vero e proprio segreto del nostro Paese: è stata infatti oggetto di diversi studi, i quali attestano che essa aiuta a prevenire patologie cardiovascolari e neurodegenerative, nonché obesità, grazie ad un maggiore consumo di acidi grassi monoinsaturi rispetto a quelli saturi e di nutrienti con proprietà anti-infiammatorie, i quali abbassano il livello di colesterolo cattivo, trigliceridi e stress ossidativo.

A confermare una certa correlazione fra alimentazione e salute degli italiani è stato anche il Direttore del Center for Public Health Nutrition dell’Università di Washington, Adam Drewnowski, il quale si è espresso a tal proposito affermando proprio che “è di fondamentale importanza per i consumatori poter avere accesso a prodotti freschi, frutta e pesce”, cosa che in Italia accade.

Interessante inoltre, a detta di Tom Kenyon, Ceo dell’organizzazione mondiale Project Hope, la quantità di medici presenti lungo lo Stivale, addirittura in eccesso secondo Bloomerang: dall’ultimo studio dell’Ocse (Organisation for Economic Co-operation and Development) infatti emerge che nel 2016 nel nostro Paese si sono contati 3,9 dottori ogni 1000 abitanti, cifra che ci qualifica quinti in classifica solo dietro a Grecia, Austria, Germania e Svizzera.

Che la popolazione italiana sia quella più in forma al mondo, sia sul piano fisico che psichico, è una notizia che giunge un po’ inaspettatamente, poiché nettamente in contrasto con dati più sconcertanti, i quali pongono in evidenza una reale difficoltà economica ancora presente: la disoccupazione giovanile è al 40% ed il debito pubblico italiano è fra i più alti al mondo; ma evidentemente, nonostante vi sia una correlazione fra reddito pro-capite e stato di salute, nel nostro caso ad avere la meglio sono fortunatamente ancora fattori culturali come alimentazione ed attività fisica.

Le ultime tendenze giovanili non sono altrettanto entusiasmanti, poiché cominciano a rivolgersi ad abitudini meno salutari come quelle diffuse in Stati Uniti e Paesi Scandinavi, ragion per cui si spera che il risultato ad oggi raggiunto non retroceda nel tempo, ma funzioni anzi da stimolo e spinta per le nazioni che godono di minore salute.

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