Stefania Saccardi al Versilia: un ospedale in crescita. In elaborazione il piano per ridurre le liste di attesa

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VERSILIA – “Questo è un ospedale che ogni anno aumenta le prestazioni dove sono presenti molte eccellenze e un grande spirito di squadra”. Così l’assessore regionale alla sanità, Stefania Saccardi ha iniziato il suo intervento dopo aver ascoltato i sanitari nell’auditorium del Versilia.

“L’intento della Regione, a differenza delle voci che si rincorrono sulla chiusura dell’ospedale, è quello di farlo funzionare al meglio e la mia presenza qui oggi ne è la testimonianza, come lo sono l’assunzione di personale, la nomina di due nuovi primari e gli investimenti in tecnologie sanitarie inseriti  nel piano triennale”.  Un altro punto toccato nella discussione ha riguardato il personale e come, grazie al concorso dedicato agli infermieri, ha portato all’interno delle aziende nuova linfa ed ha stabilizzato molti precari. Al Versilia sono arrivati i nuovi primari del pronto soccorso e della medicina, insieme a personale infermieristico. “Certamente c’è bisogno di più medici e infermieri ma, purtroppo, dobbiamo fare i conti sia con la normativa nazionale, che tutt’ora non permette ulteriori assunzioni, sia con l’Università che non forma un numero sufficiente di specialisti. Stiamo, infatti cercando un accordo con gli atenei per poter programmare congiuntamente  i concorsi e gli esami di specializzazione”.

“La spesa farmaceutica ospedaliera è un problema al quale dobbiamo porre attenzione. La Toscana ha la spesa farmaceutica ospedaliera più alta in Italia – continua l’assessore – in particolare ciò si verifica  nella ASL Toscana nord ovest, su questo dobbiamo riflettere e  trovare un modo per ridimensionarla e acquisire risorse da investire in settori in sofferenza. Un dato chiarificatore, la Toscana spende 200 milioni di euro in più rispetto al Veneto”. “Le liste di attesa sono un altro settore che so perfettamente bisognoso di intervento, per questo garantisco che stiamo predisponendo un piano che, data la sua complessità, ha richiesto un studio approfondito delle variabili in campo in modo da produrre un progetto realistico di riduzione delle liste di attesa”.

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