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San Gallo, Biti risponde a Mossuto: “Il Comune rispetta le norme”

Stavolta la polizia municipale non è intervenuta. E, menomale, vista l’ultima seduta del Consiglio comunale, occasione in cui si era verificata la lite tra il consigliere leghista Guglielmo Mossuto e l’assessora all’urbanistica Caterina Biti. Mossuto ha riproposto un question time oggi a Biti sul progetto nell’ex ospedale militare di via San Gallo ma tutto è filato liscio.

“Non so”, ha detto Biti, “cosa si intenda per nuovo cubo nero, ricordo che sull’ex Comunale è in corso un’indagine della magistratura, nella quale poniamo tutta la nostra fiducia, così come negli uffici che hanno lavorato a quel progetto e al progetto di San Gallo. Quindi, se siano rispettati tutti i requisiti in base ai regolamenti specifici e alle norme vigenti”, la risposta è “sì, perché il Comune di Firenze rispetta le norme e cerca anche di farle rispettare qualora sia necessario”.

“Il progetto va avanti – ha aggiunto – sono stati rilasciati permessi per costruire. Al consigliere è sempre possibile, come a tutti i privati anche cittadini fare un accesso agli atti. Per quanto riguarda l’illustrazione del progetto, ovviamente la mia disponibilità c’è sempre, ma mi rimetto alla commissione”. Comunque, ha spiegato Biti “non c’è nessuna preclusione da parte della giunta”.

In aula prima delle domande di attualità il presidente dell’assemblea cittadina Cosimo Guccione si è alzato in piedi per una comunicazione, dopo i brutti fatti della scorsa settimana. “Esordisco oggi, in piedi, in segno di rispetto nei confronti di questa aula, proprio come ho fatto nel mio discorso di insediamento, con una comunicazione necessaria data la gravità di quanto accaduto lunedì scorso – ha affermato Guccione -. Di questo, per prima cosa, mi scuso in qualità di Presidente del Consiglio con tutte le cittadine e i cittadini. Quello a cui abbiamo assistito — e ci ha costretto a sospendere i lavori nel tentativo di riportare la calma — non è stato solo un momento di tensione politica, ma una ferita al decoro di questa assemblea e della città”.

“Come presidente – ha concluso – sarò rigoroso nel garantire il diritto di critica, ma sarò altrettanto inflessibile nel difendere l’onore di questo Consiglio, perché mio dovere primario è tutelare l’istituzione. I cittadini ci guardano: dimostriamo che siamo degni della fiducia che ci hanno accordato e della città che rappresentiamo.


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