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San Gimignano, 25 milioni per ExCelle: l’ex carcere diventa città culturale

Dopo trent’anni di silenzio, si prepara a tornare accessibile: a San Gimignano prende forma ExCelle, il progetto di rigenerazione dell’ex convento ed ex carcere di San Domenico, nel cuore della città Patrimonio Mondiale UNESCO.
L’intervento interessa oltre 13.000 metri quadrati, pari a circa il 10% dell’edificato racchiuso nelle mura storiche, con un investimento complessivo di 25 milioni di euro e una concessione della durata di 69 anni. Si tratta del primo project financing italiano nel settore culturale, modello di partenariato pubblico-privato che vede come concedenti la Regione Toscana e il Comune di San Gimignano, e come concessionario Opera Laboratori. L’avvio ufficiale del cantiere è datato 29 gennaio 2024, la riapertura è prevista per la primavera 2027.
“Si tratta di un’area molto vasta, che con i suoi circa 13.000 metri quadrati interessa un decimo di tutto il centro storico – ha dichiarato il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani -. In questo ex convento di San Domenico è passata la storia. Qui venivano Girolamo Savonarola e Dante, poi è stato un carcere e infine a lungo abbandonato. Entro la primavera del prossimo anno sorgeranno un museo, uno spazio espositivo e altro ancora. A San Gimignano verrà realizzato un complesso polifunzionale con una capacità di attrazione pari a quella delle torri che l’hanno resa famosa nel mondo”.
Il complesso, soppresso come convento nel 1787 e trasformato in carcere dal 1833 al 1995, comprende chiostro, celle monastiche e carcerarie, camminamento di ronda e ambienti ipogei. Qui: sono previsti spazi museali, un Digital Art Museum ipogeo con installazioni immersive temporanee, un’area eventi all’aperto nell’ex ora d’aria con capienza fino a 800 persone, ambienti per convegni e mostre, nuovi percorsi panoramici e una struttura ricettiva esperienziale con 70 posti letto distribuiti in 25 camere, ricavate nelle ex celle del convento, oltre a una residenza d’epoca con suite, botteghe artigianali, libreria e aree dedicate ad AgriFood e ristorazione a filiera corta.
“ExCelle è un progetto di grande importanza per la nostra comunità e per tutta la Val d’Elsa, – ha sottolineato il sindaco Andrea Marrucci -. Dopo decenni di chiusura, il complesso di San Domenico torna ad aprirsi a cittadini e visitatori. Non recuperiamo solo un edificio, ma restituiamo alla città una parte fondamentale della sua anima”.
La progettazione architettonica è affidata allo Studio ArDeMo, con impresa esecutrice Setten Genesio. Il progetto punta a mantenere leggibile la stratificazione storica del luogo, intervenendo con materiali naturali e soluzioni contemporanee che rispettano l’identità architettonica del complesso.
“La sfida è trasformare un luogo complesso e carico di memoria in uno spazio contemporaneo, accessibile e funzionale, senza tradirne l’identità – ha spiegato il presidente e amministratore delegato di Opera Laboratori Beppe Costa -. ExCelle nasce da un lavoro profondo di ascolto dell’architettura e della storia. Ogni gesto che stiamo facendo prepara uno spazio nuovo”.
Dopo l’inserimento del centro storico nella lista UNESCO nel 1990 e quasi tre decenni di inutilizzo, il complesso torna così a configurarsi come un nuovo polo culturale e urbano, destinato ad ampliare fisicamente e simbolicamente il perimetro della città storica.


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