Uno dei roghi più vasti degli ultimi anni ha colpito il territorio di San Giuliano Terme, divorando circa 710 ettari di bosco. Nella giornata di ieri il Comune di San Giuliano Terme ha autorizzato a rientrare alle proprie abitazioni i residenti di Asciano, ma il pensiero dell’Amministrazione è già alla ricostruzione. “Subito il rimboschimento per evitare il dissesto idrogeologico”.
Il pericolo è ufficialmente scampato e la circolazione nella frazione di Asciano è stata ripristinata. Tutti gli evacuati sono rientrati nelle proprie abitazioni, che risultano agibili nonostante le fiamme siano arrivate a pochi metri dai centri abitati.
La devastazione di 710 ettari di versante montano rappresenta una ferita profonda per l’economia boschiva e il paesaggio. La richiesta di stato di calamità servirà a sbloccare fondi per la tenuta del territorio.
Per quanto riguarda invece il territorio ora gli eventuali rischi si spostano sul piano idrogeologico. Senza la vegetazione infatti i versanti sopra Asciano sono fragili. La priorità assoluta diventa quindi il rimboschimento per proteggere l’abitato da possibili frane o smottamenti futuri.
“A memoria non si ricorda un incendio di queste proporzioni sui nostri monti – ha dichiarato il sindaco di San Giuliano Matteo Ceccheli -. Chiederemo alla Regione lo stato di calamità naturale: dobbiamo mettere in sicurezza i versanti andati in fumo. Un immenso lavoro di squadra ha protetto le nostre case – ha proseguito il primo cittadino -. Grazie alle oltre 1000 persone, tra Vigili del Fuoco, volontari e Forze dell’Ordine, che hanno lottato contro le fiamme”.
Ammonta a 710 ettari la superficie di bosco distrutta dal fuoco, di cui ben 420 ettari nel solo territorio sangiulianese. Nonostante la vastità del rogo, però fortunatamente non si sono registrano feriti. Si conta un’unica abitazione parzialmente danneggiata ma ancora sicura e agibile.




