Le tartarughe marine si riaffacciano sulle coste toscane e riportano l’attenzione su un fenomeno sempre più osservato nel Mediterraneo. Il giorno di San Ranieri, mentre Pisa era ancora immersa nelle sue celebrazioni, lungo la costa è arrivata una notizia che sposta lo sguardo dal fiume al mare: è stato individuato il primo nido di Caretta caretta del 2026 in Toscana. Il ritrovamento è avvenuto sulla spiaggia della Tenuta di San Rossore, nel comune di San Giuliano Terme, dentro il perimetro del Parco Regionale Migliarino San Rossore Massaciuccoli.
La scoperta non è stata casuale, ma il risultato di un monitoraggio costante portato avanti nell’ambito del progetto LIFE Turtlenest, che coinvolge volontari, enti scientifici e istituzioni lungo il litorale pisano. A intercettare le tracce della nidificazione sono stati due kayak: quello di Marco Verdone, medico veterinario e guida ambientale, attivo da anni nel monitoraggio volontario della costa, e quello di Daria Cartei, docente e kayaker in formazione coinvolta in un progetto didattico sulla biodiversità marina.
I due erano partiti all’alba dal Circolo Arnino di Marina di Pisa, approfittando proprio della mobilità silenziosa del kayak per perlustrare tratti di costa difficili da osservare da terra. È lì che, dopo alcune ore di navigazione, sono emersi i segni della nidificazione. La segnalazione è partita subito: prima alla rete scientifica coordinata da Marco Zuffi dell’Università di Pisa, poi alla Guardia Costiera tramite il numero 1530.
Da quel momento si è attivata la catena di verifica: sul posto sono intervenuti i referenti di Legambiente Toscana, tra cui Yuri Galletti, insieme ad ARPAT con Cecilia Mancusi e Dario Giani. L’esito dei controlli ha confermato la presenza del nido, deposto in una zona considerata idonea e sufficientemente distante dalla battigia.
Il lavoro di sorveglianza sulla costa pisana è già attivo da giorni grazie anche ai volontari di Legambiente Pisa, impegnati tra Marina di Pisa, Calambrone e il tratto di Marina di Vecchiano, dove opera un ulteriore gruppo di monitoraggio coordinato da Irene Bertolini. Parallelamente, sono previste attività con drone nell’area di San Rossore, una zona di accesso limitato perché classificata come zona A del parco, riservata a ricerca e controllo ambientale.
Per gli operatori coinvolti, il dato più rilevante non è solo il ritrovamento in sé, ma la conferma della rete di collaborazione che si è consolidata negli anni tra enti locali, mondo scientifico e cittadini. Il nido verrà ora seguito nelle prossime settimane in attesa della possibile schiusa, mentre la stagione di monitoraggio proseguirà fino a metà agosto.
A livello più ampio, la stagione 2026 in Italia sta mostrando finora numeri inferiori rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, ma il periodo clou della nidificazione deve ancora arrivare. E proprio per questo le prossime settimane lungo le coste toscane restano considerate decisive.



