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Sanac, sindacati contro la vendita “spezzatino” degli stabilimenti

Cresce la preoccupazione dei sindacati per il futuro di Sanac. Dopo l’ultimo bando per la cessione dell’azienda in amministrazione straordinaria, sarebbe arrivata una sola offerta vincolante da parte della società Erre Trading, interessata però esclusivamente al sito produttivo di Massa Carrara.

A lanciare l’allarme sono Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil, che parlano apertamente del rischio di una ‘vendita spezzatino’ dei quattro stabilimenti italiani del gruppo: Assemini, Gattinara, Vado Ligure e Massa. Secondo i sindacati, questo scenario potrebbe avere pesanti conseguenze occupazionali, soprattutto nello stabilimento sardo di Assemini, dove sarebbero a rischio circa ottanta posti di lavoro.

I segretari territoriali Giampiero Manca, Mattia Carta e Davide Collu spiegano che la proposta presentata prevederebbe anche la possibilità di valutare l’acquisto degli impianti di Gattinara e Vado Ligure, mentre per Assemini si parlerebbe soltanto di una possibile reindustrializzazione futura. Una prospettiva che i sindacati giudicano “lo scenario peggiore”, ribadendo la necessità di mantenere unita la struttura industriale dell’azienda e garantire continuità produttiva in tutti gli stabilimenti.

Per questo motivo è stato rivolto un appello al Governo affinché non autorizzi offerte che non assicurino il mantenimento dei siti e degli attuali livelli occupazionali. Le organizzazioni sindacali chiedono inoltre un intervento della Regione Sardegna, sottolineando come nel territorio di Assemini precedenti ipotesi di riconversione industriale abbiano spesso portato alla chiusura delle attività e alla perdita di posti di lavoro.

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