Sanità, Del Ghingaro: “Basta tagli”

VIAREGGIO – Sanità, il Sindaco di Viareggio Giorgio Del Ghingaro scrive all’assessore regionale: “Basta tagli, serve un piano che tenga conto delle esigenze dei cittadini”.

Questa la lettera integrale:

“Gentile assessore,

com’è noto in Versilia abbiamo chiuso nel dicembre scorso la Società della Salute che non rispondeva in maniera soddisfacente alla complessità del sistema sanitario versiliese e abbiamo concluso il percorso che porta alla convenzione socio sanitaria.

Sulla Sanità in Versilia e in Toscana si misurano in modo decisivo le capacità delle varie Amministrazioni di dare risposte ai bisogni concreti delle nostre comunità. Io credo che “lo strumento” conti fino a un certo punto: quello che conta è la volontà della Regione Toscana di dare attenzione concreta al processo di riforma in atto che non può rimanere a metà del guado. Non si tratta di condividere o meno il dettato legislativo: le leggi si rispettano anche quando non si condividono in toto. Si tratta invece di rispondere in modo chiaro alle domande che provengono dalle Comunità che siamo chiamati, in primo luogo come sindaci, ad amministrare.

Ci tengo, per questo motivo, a sottolinearti alcuni aspetti non esaustivi ma senz’altro rilevanti per la buona qualità e il corretto funzionamento del nostro sistema sanitario.

Il primo punto riguarda la rete ospedaliera: abbiamo bisogno di sapere quali sono le prospettive di crescita in termini qualitativi del nostro ospedale. Soprattutto capire quali saranno i rapporti fra gli ospedali provinciali o territoriali e il nuovo Cisanello.

Un investimento così rilevante quali conseguenze avrà per le strutture ospedaliere come la nostra? Quali sinergie possibili?

Il rischio è quello di finire cannibalizzati da un ospedale che, per quanto di valenza di Area Vasta e per certi versi regionale o addirittura nazionale, avrà bisogno per sostenersi di erogare prestazioni non solo di alta qualità, che trovano la giusta collocazione in strutture di quel tipo, ma anche prestazioni più opportunamente collocabili in modo diffuso sul territorio. La qualità serve sempre e dappertutto non è concentrabile solo in un punto.

Il secondo punto riguarda il personale: non possiamo permetterci ulteriori tagli. Le nostre strutture sono al limite di rottura e il personale impiegato rischia di non poter svolgere serenamente il proprio lavoro. Non dobbiamo limitarci a contrastare i tagli:si deve invece fare un vero e proprio piano delle necessità, basandoci non sulla organizzazione della Ausl ma sulle esigenze dei cittadini. I Pronto Soccorso per primi, ma anche i reparti degli ospedali, non possono essere ulteriormente indeboliti, soprattutto in vista dell’avvio della stagione estiva che pone le strutture della costa ad un ulteriore stress. La difficoltà della scarsità del personale si vive anche nelle strutture territoriali che sono meno evidenti al cittadino ma altrettanto importanti soprattutto visti i nuovi compiti che la legge assegna all’organizzazione distrettuale extra ospedaliera.

Il terzo punto è proprio il Territorio; con la Convenzione Socio Sanitaria la Versilia si è data un nuovo assetto istituzionale, snello e senza costi aggiuntivi, ma se la riforma non viene completata il nostro sforzo sarà comunque inutile. Bisogna mettere in condizione la Zona Distretto di operare pienamente secondo i dettami della legge, attribuendo il giusto grado di responsabilità a chi, come i sindaci, conosce il territorio e le esigenze dello stesso. Alle zone deve essere attribuito budget e personale in modo da rendere operativa pienamente la programmazione zonale in sinergia fra i Comuni e la Asl.

Quarto punto inevitabilmente le liste d’attesa. Si è fatto ancora troppo poco per risolvere un problema annoso. Ci vuole una determinazione maggiore in termini di personale e di strutture, lavorando anche nelle ore serali e durante il fine settimana se serve, come del resto accade per il personale normalmente impiegato nei turni ospedalieri. Bisogna aggredire il problema con una accurata appropriatezza prescrittiva certamente, ma al momento della prescrizione il paziente deve essere messo in condizione di avere l’appuntamento in tempi congrui e senza costringerlo a fughe verso la Sanità privata, che non demonizziamo assolutamente quando è frutto della libera scelta del cittadino o quando lavora in convenzione con il pubblico. Non può essere però la valvola di sfogo a pagamento per il cittadino che nelle strutture pubbliche invece talvolta non paga, grazie all’esenzione, nemmeno il ticket.

Non mi interessa l’intestazione politica del successo della riforma sanitaria, è una battaglia di retroguardia. Mi interessano le risposte concrete ad un bisogno, quello della salute, garantito dalla Costituzione ma troppo spesso messo in discussione.

Per quanto sopra sarebbe un piacere ospitarti in una prossima Conferenza dei Sindaci, in una data a te gradita, per discutere in maniera approfondita le tematiche qui espresse e per condividere i risultati del percorso di ascolto che abbiamo intrapreso con le realtà del territorio”.

 

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