Sanità Toscana: Paolo Mareschi (FDI) presenta un esposto per la nomina del Direttore amministrativo alla Fondazione Gabriele Monasterio

“Sono venuto a conoscenza di un nuovo caso ‘anomalo’ di nomina nella Sanità toscana. Dopo le tante interrogazioni ed atti ispettivi inutili, ho deciso di presentare un esposto all’Anticorruzione per fare chiarezza sulle modalità di questo sistema. Il caso da me segnalato palesa un metodo clientelare e amicale utilizzato da questa Sinistra toscana nelle nomine, soprattutto nella sanità , spregiudicato a discapito della trasparenza e del buon andamento della Pubblica Amministrazione -dichiara il Capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale, Paolo Marcheschi- La lottizzazione delle poltrone non è davvero una novità in Toscana. Questo sistema di nomine ha dominato sulle competenze professionali, mortificando eccellenti dirigenti che da anni preferiscono partecipare a concorsi in altre regioni, perché, lo sanno tutti, se in Toscana non sei di squadra, non hai chances di nomina”.

“ Il caso di Dirigentopoli, il caso “Games of thrones” sono state solo alcune delle denunce pubbliche fatte sul sistema delle nomine toscane -prosegue Marcheschi- il metodo borderline consentito dalla legge ha permesso, soprattutto in sanità, ma in generale nelle nomine apicali della P.A., di nominare una lunga serie di dirigenti il cui merito principale era quello di essere fedeli all’organo politico di governo che con la loro nomina si garantisce il controllo, a discapito dell’efficienza ed efficacia del sistema. I manager pubblici scelti in Toscana sono ‘meri esecutori politici’ di scelte incomprensibili come quelle fatte in sanità, che hanno portato a:

-l’indebolimento dei presidi sanitari territoriali;

-la chiusura delle sale operatorie;

-la riduzione posti letto;

-l’esplosione dei tempi delle liste d’attesa;

-l’attacco feroce all’intramoenia e mortificazione dei medici con conseguente fuga delle eccellenze”.

“ L’esposto che ho presentato alla Anticorruzione e alla Corte dei Conti -spiega il Consigliere Marcheschi – ha l’obiettivo di fare chiarezza ed accertare che almeno le minime regole di imparzialità e conflitto di interessi non siano state violate. Sicuramente non è stato rispettato il principio di separazione fra politica e dirigenti ma soprattutto non è stato rispettato il limite della vergogna. Con l’esposto chiedo al Responsabile dell’Anticorruzione se non si intenda procedere ad una verifica di una possibile violazione dei principi di imparzialità e trasparenza nell’affidamento degli incarichi pubblici e se la nomina del Direttore amministrativo della Fondazione Monasterio possa essere viziata da una procedura in palese violazione con i principi di imparzialità e buon andamento della P.A . Ma veniamo al caso specifico.

La dott.ssa X, una dirigente a contratto (di Rossi) sarà inserita (il giorno prima dell’avviso pubblico della nomina del Direttore generale della Fondazione Monasterio) nella commissione selezionatrice di quello stesso direttore generale. La dirigente X avrà il compito di selezionare la rosa di nomi tra tutti gli aspiranti iscritti all’elenco nazionale dei papabili direttori, fra i quali c’è il dottor Y che viene scelto nella rosa e sarà nominato dal Presidente Rossi come Direttore Generale della Fondazione Monasterio. L’anomalia è che dopo pochi mesi diventato Direttore Generale, il dott. Y nomina la dott.ssa X suo Direttore Amministrativo alla Fondazione Monasterio . Il cerchio si chiude tutti sistemati fino al 2023. Da qui la domanda: dall’equazione delle nomine in Toscana, è ragionevole pensare che rimangono esclusi chi magari ha competenze anche migliori, ma non è amico della Sinistra Toscana? E’ ragionevole pensare che rimanga escluso chi potrebbe garantire una migliore efficienza del sistema sanitario ma rinuncia a partecipare agli avvisi e alle selezioni di queste nomine apicali perché consapevole che il sistema di nomina toscano, notoriamente politicizzato, è un ‘groviglio armonioso’ tra amministrazione e politica? Nell’esposto ci sono allegati gli atti di nomina degli Enti e dei Dirigenti a cui faccio riferimento. Volutamente non li diffondo pubblicamente, perché ritengo sia da stigmatizzare il sistema di nomina e non il singolo caso o la professionalità dei nominati”.