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Sanità Toscana, Tomasi (FdI): “Disavanzo di 293 milioni, non è un investimento”

Scontro politico sulla sanità toscana e sui conti del bilancio regionale. A intervenire è stato Alessandro Tomasi, esponente di Fratelli d’Italia e portavoce dell’opposizione in Consiglio regionale, che ha criticato duramente la gestione del disavanzo sanitario.
Nel corso del dibattito in aula, Tomasi ha contestato le parole del presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, che aveva presentato un emendamento da 32 milioni nell’ambito della variazione di bilancio necessaria a chiudere i conti della sanità 2025.
“Finalmente abbiamo l’entità del debito della sanità toscana del 2025 – ha dichiarato Tomasi –. Ma far passare il disavanzo come un investimento è una magia comunicativa. Un disavanzo è un disavanzo”.
Secondo l’esponente di Fratelli d’Italia, i numeri mostrano un peggioramento progressivo della situazione: dai 91 milioni del 2020 ai 70 milioni del 2022, fino ai 196 milioni del 2024 e ai 293 milioni del 2025.
Tomasi ha parlato di un “balletto di cifre”, ricordando come le stime iniziali siano cambiate nel tempo: “Prima erano 110 milioni, poi 80 milioni, ai quali si sono aggiunti altri 30 milioni, riportando il totale a 293 milioni”.
Critiche anche sull’utilizzo delle risorse: “Questi soldi non sono investimenti, non sono medici in più né servizi in più. È evidente che le spese sono fuori controllo”.
L’esponente dell’opposizione ha inoltre collegato la questione al tema fiscale, sostenendo che le risorse derivanti dall’aumento dell’Irpef non siano state destinate in modo efficace alla sanità pubblica.
“Dire che va tutto bene è molto pericoloso – ha concluso –. Serve una gestione più rigorosa, perché il rischio è che il disavanzo continui a crescere anche nei prossimi anni”.


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