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Sassetti-Peruzzi, ancora polemica: il caso del luogo singolo per le preghiere islamiche. Donne discriminate?

Un solo spazio per la preghiera che di fatto rischia di creare una discriminazione uomo-donna all’interno della scuola. È quello che sembra emergere all’istituto scolastico, il Sassetti-Peruzzi, nei giorni scorsi salito alla ribalta delle cronache perché al suo interno la dirigenza scolastica ha individuato uno spazio nel quale gli studenti di religione islamica possano pregare durante l’orario scolastico in occasione del Ramadan.
La scelta, assunta dopo la richiesta di studenti islamici (in particolare donne), ha provocato “botta e risposta politici” che hanno coinvolto numerosi esponenti di centrodestra e centrosinistra; tra gli interessati il dirigente scolastico Osvaldo Di Cuffa.
L’ultimo capitolo della “telenovela islamica” sarebbe costituito dalla presenza di un solo spazio per la preghiera, fatto che avrebbe creato alcune incomprensioni e problematiche: sembrerebbe che siano solo i ragazzi a poter avere accesso alla preghiera, ma non le ragazze. Questo perché nella pratica islamica donne e uomini, spesso, non pregano nello stesso luogo. Sul tema Di Cuffa ha scelto di non rilasciare dichiarazioni. Ma se davvero fosse così non si potrebbe non parlare di discriminazione nei confronti delle donne e dunque il polverone sarebbe destinato a sollevarsi molto in alto.
Nei giorni scorsi Luca Santarelli, consigliere comunale di Noi Moderati, aveva invece fatto un attacco politico: “La maggioranza di sinistra – ha detto – ha pronunciato un netto no al mio invito a mettere in ogni aula delle scuole comunali il Crocifisso, simbolo delle nostre radici cristiane, ma immaginiamo che plauderà alla scelta del dirigente della scuola Sassetti – Peruzzi di destinare uno spazio alla preghiera di ragazzi e ragazze musulmani in occasione del Ramadan – ha scritto in una nota – a questo siamo arrivati. Rinnegare la nostra Storia per lasciare il posto a un’altra, tutto per compiacere l’ideologia di una parte politica”. E se davvero le ragazze musulmane della scuola non avessero l’opportunità concessa ai compagni è evidente che le polemiche sarebbero ancora più aspre.


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