Il caso delle aule per la preghiera degli studenti musulmani all’istituto Sassetti-Peruzzi di Firenze, reso noto da Tgregione.it nelle ultime ore, ha avuto ripercussioni anche dal punto di vista politico. La vicenda riguarda gli spazi individuati dalla scuola per consentire agli studenti musulmani di pregare durante il Ramadan.
Un passo indietro per capire cosa è accaduto. La dirigenza scolastica aveva inizialmente individuato un unico locale da destinare alla preghiera. Tuttavia, secondo le pratiche religiose musulmane, uomini e donne difficilmente pregano nello stesso spazio. Nel caso specifico questo avrebbe reso più difficile l’accesso alla preghiera per le studentesse.
La scuola, anche per prevenire possibili problemi legati alla discriminazione di genere, sarebbe quindi corsa subito ai ripari individuando un secondo spazio riservato alle ragazze, confermando quanto era stato scritto in precedenza.
La decisione ha però acceso il dibattito politico. Il tema, già oggetto di riflessioni nei giorni scorsi, ha infatti suscitato nuove prese di posizione e critiche da parte di Fratelli d’Italia, in particolare dei consiglieri regionali Jacopo Cellai e Matteo Zoppini, componente della Commissione Cultura.
“Abbiamo appreso che all’istituto scolastico Sassetti-Peruzzi di Firenze sono state allestite ben due aule per il Ramadan: una per le ragazze e una per i ragazzi – affermano –. Una stanza dedicata alla preghiera non era sufficiente perché la religione prevede che uomini e donne (e quindi anche ragazzi e ragazze) preghino in luoghi separati. La cosa ancora più incredibile e surreale è che lo sdoppiamento dell’aula non sarebbe nemmeno frutto di una richiesta diretta degli studenti, ma un’iniziativa autonoma dell’istituto per prevenire polemiche sulle discriminazioni di genere”.
“Una decisione – aggiungono – che fa capire a che punto si sia arrivati pur di compiacere certi ambienti e che testimonia la totale genuflessione alla cultura islamica da parte di chi dovrebbe invece rappresentare tutti. Ci chiediamo perché alle altre religioni non sia riservato il medesimo trattamento. Avviene tutto questo in nome di una cultura woke che ormai abbiamo capito avere l’obiettivo di smantellare le nostre radici culturali, e a pochi giorni dalla bocciatura nel Consiglio comunale fiorentino di una mozione che proponeva di riportare il presepe e il crocifisso nelle scuole cittadine”.
Cellai e Zoppini parlano di “follia ideologica” e riflettono sul fatto che “le scuole devono essere luoghi di istruzione e di valorizzazione della nostra cultura, non centri di culto dove si applicano pesi e misure diversi a seconda della convenienza politica della sinistra”.
Critiche arrivano anche dall’eurodeputato di Fratelli d’Italia Francesco Torselli. “Prima si indignano se non vengono usati termini cacofonici come avvocata o dottora – osserva – ma pur di rinnegare la propria cultura e genuflettersi a quella altrui accettano perfino le stanze sessiste dove celebrare il Ramadan a scuola. Avrei una proposta per questi illuminati dirigenti scolastici: perché non realizzano una bella stanza arcobaleno per il prossimo Ramadan? O i “valori” Lgbt valgono solo quando servono a demolire le nostre tradizioni?”.
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