Schiaffi, pugni e calci alla moglie: nei guai un livornese di 38 anni

LIVORNO – La Squadra Mobile della Polizia di Stato, dopo alcune indagini, ha dato esecuzione alla misura cautelare personale del divieto di avvicinamento alla parte offesa e ai luoghi da essa frequentati, emessa dal Tribunale di Livorno – GIP Dott. Marco Sacquegna – su richiesta della locale Procura della Repubblica – Sost. Proc. Dott.ssa Sabrina Carmazzi – nei confronti di un cittadino italiano di anni 38, resosi responsabile del reato di maltrattamenti nei confronti della coniuge, con l’aggravante di aver agito innanzi ai figli minorenni della coppia.

“La segnalazione era partita infatti dai Servizi Sociali territoriali, su input della direzione didattica della scuola di uno dei due fratellini, dopo alcune confidenze e comportamenti anomali da esso posti in essere. Il Tribunale per i Minorenni di Firenze aveva pertanto attivato una indagine socio-familiare, che aveva portato successivamente ad indagare in stato di libertà presso la Procura di Livorno l’uomo, per i reati di maltrattamenti in famiglia.”, ha spiegato una nota della Questura.

“Gli esiti delle delicate indagini delegate a questa Squadra Mobile hanno permesso di delineare un quadro familiare drammatico e violento. Oggetto delle ire dell’uomo, spesso sotto l’effetto di sostanze alcooliche , era quotidianamente la moglie, picchiata e perseguitata anche sul luogo di lavoro. La donna era costretta a subire continue aggressioni fisiche con schiaffi, pugni calci, oltre che subire la distruzione del mobilio e delle suppellettili di casa; l’uomo la costringeva inoltre a subire aggressioni verbali, oltre che opprimenti sopraffazioni morali, che la costringevano in una costante condizione di ansia, paura e soggezione sia fisica che morale, impedendole di frequentare le proprie amicizie ed i propri familiari.”

Una situazione, protrattasi sin dal 2015, che ha portato la donna, nei primi mesi del 2019, ad allontanarsi dall’abitazione coniugale con i figli durante l’assenza del marito, trovando rifugio presso i genitori, i quali, a loro volta, sono stati fatti “oggetto di aggressioni fisiche e minacce, nonostante le loro precarie condizioni di salute”.

Con la misura cautelare a cui è stato sottoposto a partire da oggi, l’uomo “ha il divieto di proseguire le condotte minacciose, lesive, offensive, denigranti e diffamatorie nei confronti della parte offesa, deve attenersi scrupolosamente alle prescrizioni impostegli quali il divieto di avvicinarsi a tutti i luoghi frequentati dalla persona offesa e dai suoi parenti e congiunti, mantenendo una apprezzabile distanza da essi e comunque non inferiore a 300 mt., evitando in ogni caso incontri anche fortuiti con essa, oltre al divieto di comunicare con la donna con qualsiasi mezzo.”