Un’ora di sciopero alla fine di ciascun turno di lavoro indetta per la giornata di domani, mercoledì 29 luglio. Questa è la decisione presa dalla Rsu della Pierburg Livorno a seguito della sanzione ricevuta da uno dei lavoratori, accusato di essersi preso troppe pause.
La questione è esplosa appunto in seguito alla multa, pari a due ore di retribuzione, fatta ad uno dei dipendenti dello stabilimento al Picchianti, “colpevole” secondo l’azienda di aver effettuato pause considerate “eccessive” in una giornata segnata da temperature estremamente elevate all’interno dei reparti di officina.
L’episodio ha riacceso immediatamente i riflettori sul delicato tema della tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro durante la stagione estiva e i picchi di calore torrido.
Il lavoratore colpito dalla multa è un dipendente storico del sito produttivo livornese, dotato di un lungo percorso professionale e del tutto privo di precedenti disciplinari.
Come evidenziato dalla Rsu, da anni all’interno dei reparti è prassi consolidata consentire brevi pause aggiuntive durante le giornate di caldo più intenso per permettere al personale di recuperare ed evitare malori. Una modalità operativa da sempre nota, tollerata e condivisa sia dai responsabili di reparto sia dall’Ufficio del Personale, anche attraverso comunicazioni verbali e disposizioni interne.
Per la rappresentanza sindacale unitaria dello stabilimento, la decisione di punire il dipendente segna un precedente grave e inaccettabile.
“Riteniamo inaccettabile che l’azienda scelga ancora una volta la strada della sanzione disciplinare – ha attaccato il sindacato -. Da tempo segnaliamo un clima di lavoro deteriorato, caratterizzato da un cattivo utilizzo dello strumento disciplinare che sta alimentando tensioni e forte malcontento all’interno dell’officina”.
Nonostante le ripetute segnalazioni portate dai sindacati ai tavoli di confronto, la direzione aziendale non ha adottato interventi correttivi. Da qui la decisione di proclamare l’astensione dal lavoro ed estendere l’invito a braccia incrociate a tutte le lavoratrici e i lavoratori della fabbrica: “La tutela di un singolo lavoratore rappresenta la tutela dei diritti di tutti” conclude la nota della Rsu.



