Non c’è pace per i dipendenti della Pierburg Livorno, da tempo infatti l’azienda è in subbuglio e ora i malumori si tradurranno in due ore di sciopero e presidio previste per mercoledì 11 marzo. I 235 lavoratori dello stabilimento in via Salvatore Orlando versano infatti in uno stato di agitazione perenne da quando la Rheinmetall ha messo in vendita lo stabilimento, parte del processo di cessione del ramo civile automotive del gruppo. Un’operazione complessa sulla quale, visto anche l’elevato numero di dipendenti, i vari sindacati dell’azienda insieme a Fiom-Cgil hanno sempre vigilato chiedendo che il tutto si svolgesse nella massima trasparenza, ma che soprattutto venissero garantiti dei vincoli a tutela dell’occupazione del perimetro produttivo e del futuro industriale del polo labronico. Ora fra i principali indiziati per l’acquisizione dello stabilimento in via Salvatore Orlando troviamo il fondo Aurelius Group, tuttavia rsu e Fiom non sembrano esattamente soddisfatti della possibilità.”La rsu e la Fiom-Cgil di Livorno ritengono inaccettabile che si proceda alla vendita senza clausole di salvaguardia occupazionale pluriennale – si legge infatti in una nota congiunta dei sindacati -. Per stabilimenti analoghi in Germania sono state previste tutele precise, non esistono ragioni per cui ai lavoratori italiani debbano essere riconosciute condizioni inferiori”.
Il presidio di mercoledì prossimo, 11 marzo, si svolgerà in coordinamento con ulteriori iniziative promosse nello stabilimento di Lanciano, a prova del fatto che quelle dei lavoratori livornesi siano in realtà preoccupazioni condivise dall’intero perimetro industriale italiano della divisione. “Serve una convocazione urgente al ministero delle Imprese e del Made in Italy – hanno concluso rsu e Fiom – Cgil – affinché le garanzie vengano definite prima della conclusione dell’operazione. Il lavoro e il futuro industriale del territorio non possono essere subordinati a operazioni finanziarie prive di responsabilità sociale”.
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