Scoperta la più grande balena fossile: è Guinness

PISA- Nuovi importanti dati sul gigantismo estremo di questi mammiferi marini nello studio coordinato dai paleontologi dell’Università di Pisa.

Lo studio dello scheletro di questo enorme misticeto del Pleistocene, trovato nel 2006 presso il lago di San Giuliano, permette di ridisegnare l’evoluzione del gigantismo delle balene, avvenuta in modo graduale a partire da oltre 10 milioni di anni fa, e non negli ultimi 2-3 milioni di anni come ritenuto in precedenza.

“I caratteri morfologici del cranio e della bulla timpanica, che è una parte dell’orecchio interno che serve ad amplificare i suoni – afferma il paleontologo Giovanni Bianucci che ha preso parte allo scavo e ha coordinato lo studio del reperto – rivelano le forti affinità tra la balena di Matera e l’attuale balenottera azzurra (Balaenoptera musculus), confermate anche dalla stima della lunghezza massima dell’animale che superava i 26 metri. Si tratta del più grande fossile di balena mai descritto e, forse, della più grande balena che abbia mai solcato le acque del Mar Mediterraneo. “

Questo dato è importante non solo perché ci permette di inserire questo fossile nei Guinness dei primati, ma anche, e soprattutto, perché l’aumento estremo delle dimensioni è uno degli aspetti più interessanti dell’evoluzione.

Lo scheletro fossile di un’enorme balena scoperto nel Comune di Matera, torna ora al centro dell’attenzione grazie a uno studio appena pubblicato sulla rivista internazionale Biology Letters, edita dalla prestigiosaRoyal Society di Londra.

La ricerca ha coinvolto i paleontologi Giovanni Bianucci, Alberto Collareta, Walter Landini, Caterina Morigi e Angelo Varola del Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Pisa, Agata Di Stefano del Dipartimento di Scienze Biologiche Geologiche e Ambientali dell’Università di Catania e Felix Marx del Directorate Earth and History of Life, Royal Belgium Institute of Natural Sciences di Bruxelles.