Scoppia negli Usa la mania per “The Young Pope” di Paolo Sorrentino

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NEW YORK – ( di Eleonora Pieroni ) – Finalmente The Young Pope è sbarcato negli USA, il 15 gennaio HBO ha trasmesso la prima puntata.

L’arrivo negli Stati Uniti della serie che racconta la vita in Vaticano all’epoca del primo Papa Statunitense ha suscitato davvero grande clamore, d’altronde Sorrentino è certamente il regista italiano contemporaneo piu’ amato negli States.

Le critiche della stampa statunitense sono state entusiaste. Entertainment Weekly ha scritto che “si è trafitti dalla sontuosa narrazione visiva del creatore e regista Paolo Sorrentino e ipnotizzati da Jude Law”. L’Hollywood Reporter giudica “The Young Pope”, divertente, imprevedibile e irriverente, secondo Esquire “The Young Pope è unico: è televisione d’autore”. Il Wall Street Journal ha affermato che “The Young Pope rompe con le tradizioni della tv italiana”, mentre per il Time, “è uno sguardo dietro le porte chiuse della Città del Vaticano”, Variety infine lo ha definito portatore di “un’idea ingegnosa e una struttura narrativa mai vista prima d’ora”.

Come raccontato dallo stesso Sorrentino in un’intervista uscita in Italia nello scorso settembre, questa produzione è stata una sorta di “miracolo” compiutosi grazie alla tenacia e alla capacità di Lorenzo Mieli (Wildside) che ha combattuto per realizzarla, grazie a Sky che è intervenuta massicciamente e ad HBO che per la prima volta ha coprodotto una serie europea, un’operazione di cui andare fieri.

E poi un cast davvero incredibile Jude Law/Lenny Belardo, è Pio XIII, primo papa americano della storia, appena eletto, Diane Keaton/sister Mary è la suora che lo ha accolto nell’orfanatrofio dove i genitori lo hanno abbandonato a 7 anni, lo ha educato e spinto verso la carriera ecclesiastica. Silvio Orlando/ Cardinal Voiello è il segretario di Stato che nell’ombra si è speso per l’elezione di Belardo per far si che tutto rimanesse com’era, ma ben presto si è accorto di aver clamorosamente sbagliato le previsioni, tutto intorno è curia e lotta per il potere, con un’unico vero mistero che aleggia lungo tutta la storia, quello della fede.

Se Jude Law/Lenny Belardo è la Star della serie, una menzione particolare la merita Silvio Orlando/Voiello, il segretario di Stato Vaticano tifosissimo del Napoli (come Sorrentino d’altronde), devoto di Diego Armando Maradona, è a dir poco fantastico, divertente, ironico, scaltro ma portatore di un’umanità immensa, spesso irritato o meglio sconcertato, di fronte alla particolarissima personalità del giovane Papa.

Nell’attesa di tutto questo gli americani sono letteralmente impazziti ed ancora una volta mostrano il proprio amore per la creatività italiana.

Il debutto del 15 gennaio su HBO era molto atteso anche dalla rete che ne aveva già decretato il successo sui social. Nei giorni precedenti la prima #theyoungpope è stato terzo nella classifica dei trend topic degli Stati Uniti segnando un piccolo record, mai una serie tv italiana era stata così popolare da queste parti, e già c’è chi parla di theyoungpope mania!

La grande particolarità di The Young Pope è la sua capacità di unire la narrazione seriale televisiva alla qualità del grande cinema d’autore.

E’ lo stesso regista Sorrentino, che sta già scrivendo la seconda stagione, a riconoscere che il passaggio alla serialità gli ha consentito di poter “costruire” un cinema poderoso anche per la televisione, realizzando un lungo racconto surreale, squisitamente cinematografico ma diviso in puntate.

Non c’è che dire Sorrentino è stato Sorrentino, la sua storia è potente, i protagonisti, prima ancora che preti, cardinali o papi, sono uomini, le immagini splendenti, cinematografiche, coinvolgenti, la musica calda, mai banale, struggente, spesso irriverente. È la parabola della solitudine, la storia di un uomo, della fatica di stare al mondo e della sua ricerca di Dio, tutto questo in un film lungo 10 ore e 10 puntate.

The Young Pope, come lo ha definito lo stesso Sorrentino, “il figlio bello di letteratura e cinema”, non resta che vederlo e rivederlo.

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