È scontro politico sul dimensionamento scolastico in Toscana. A intervenire è l’onorevole Andrea Barabotti della Lega, che replica alle dichiarazioni dell’assessore regionale all’Istruzione Alessandra Nardini e contesta la ricostruzione della Regione sulle recenti decisioni riguardanti l’organizzazione della rete scolastica.
«Nardini non si intesti meriti altrui: la stabilizzazione è del Governo, i vincoli li ha firmati la sinistra», afferma Barabotti, secondo il quale le dichiarazioni dell’assessore regionale rappresenterebbero «l’ennesimo tentativo di riscrivere la realtà con la solita propaganda ideologica».
Nel suo intervento, il parlamentare leghista sostiene che negli ultimi anni il dibattito sul dimensionamento scolastico sia stato accompagnato da una campagna di allarmismo relativa alla possibile chiusura delle scuole, alla cancellazione delle classi e alla perdita di posti di lavoro. «La realtà è ben diversa – afferma Barabotti –: non è mai stato chiuso un singolo plesso, non è stato perso un posto di lavoro tra i docenti e le aule sono rimaste aperte anche nei comuni più piccoli».
Secondo il deputato, il dimensionamento avrebbe riguardato esclusivamente l’organizzazione delle figure dirigenziali, senza incidere sull’offerta didattica. Da qui la critica alla Regione, accusata di avere concentrato la propria opposizione sulla difesa degli apparati amministrativi invece che sulla tutela di studenti e famiglie.
Barabotti interviene poi sull’origine del percorso normativo che ha portato alle decisioni attuali. Nel mirino c’è il Decreto Interministeriale n. 118/2026, che, secondo la ricostruzione del parlamentare, non sarebbe una scelta discrezionale dell’attuale esecutivo, ma l’attuazione di impegni collegati alla Riforma 1.3 del PNRR e agli obiettivi fissati dalla normativa di bilancio.
«Disattendere quegli obblighi – sostiene Barabotti – avrebbe comportato il rischio concreto di perdere o dover restituire miliardi destinati all’edilizia scolastica, di cui la Toscana ha ampiamente beneficiato».
Il parlamentare della Lega rivendica quindi al Governo di centrodestra una gestione che definisce responsabile di un percorso già impostato negli anni precedenti. A suo giudizio, i numeri relativi al contingente nazionale e alle autonomie scolastiche toscane per il triennio 2027-2030 dimostrerebbero una stabilizzazione del sistema e non l’introduzione di nuovi tagli.
La polemica si concentra anche sulla gestione del dimensionamento per l’anno scolastico 2026/2027. Barabotti attribuisce infatti alla Regione una parte della responsabilità per gli accorpamenti che si sono resi necessari in Toscana, sostenendo che l’assenza di un piano regionale presentato nei tempi previsti avrebbe reso necessario l’intervento dello Stato.
«Prima di gridare ai “tagli imposti”, la Nardini impari a programmare per tempo», attacca il deputato, secondo il quale i criteri adottati dal Ministero sarebbero pubblici e basati su parametri territoriali e demografici.
Il tema del dimensionamento scolastico assume particolare rilevanza soprattutto nelle aree interne e nei piccoli comuni, dove la presenza di una scuola rappresenta non soltanto un servizio educativo, ma anche un presidio fondamentale per la vita delle comunità e per contrastare lo spopolamento.
Ed è proprio su questo terreno che Barabotti porta avanti la sua critica politica al centrosinistra toscano. «Risulta infine paradossale che proprio il PD si erga a paladino dei territori», afferma, sostenendo che la gestione della sinistra in Toscana e a Firenze avrebbe storicamente penalizzato le aree interne e periferiche a vantaggio delle realtà più forti.
La Lega, conclude Barabotti, continuerà a sostenere la necessità di mantenere una rete scolastica capillare nei piccoli borghi, considerandola uno strumento importante per contrastare lo spopolamento e garantire servizi ai cittadini.



