La Regione Toscana si schiera apertamente contro il Decreto Interministeriale sul dimensionamento scolastico, presentando un ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Al centro della contestazione vi è l’imposizione di ben 16 accorpamenti di istituti scolastici previsti per l’anno 2026/2027, un provvedimento che, secondo l’amministrazione regionale, poggia su basi numeriche errate e inadeguate.
L’azione legale, presentata lo scorso lunedì contro il decreto 124/2025, è stata illustrata dal Presidente Eugenio Giani durante una conferenza stampa tenutasi a Palazzo Strozzi Sacrati. Giani ha puntato il dito contro le proiezioni ministeriali: “L’atto del Governo – ha spiegato il Governatore – si fonda su stime ministeriali che non trovano riscontro nella realtà effettiva e si discostano persino dai precedenti orientamenti dell’Esecutivo in materia, come la Legge di bilancio 2023, che riconosceva la necessità di attuare il dimensionamento della rete in riferimento alla reale popolazione scolastica.”
Il nodo cruciale del dissenso toscano risiede in una sensibile sottostima del numero di studenti. Giani ha evidenziato una differenza di circa 8.000 alunni tra i dati utilizzati dal Ministero e le iscrizioni reali comunicate dall’Ufficio scolastico regionale (USR).
Il decreto, che prevede la riduzione degli istituti scolastici da 466 a 450, calcola una platea studentesca di 428.679. Tuttavia, i dati ufficiali dell’USR Toscana, aggiornati a maggio, attestano la presenza di 436.671 alunni iscritti. Questa disparità, secondo la Regione, inficia la correttezza e l’adeguatezza della riorganizzazione della rete imposta. La ripartizione degli accorpamenti contestati riguarda diverse province: quattro a Lucca, tre a Massa Carrara, tre a Pistoia, due a Firenze, due a Grosseto e due a Siena.
Nonostante la Regione abbia dato seguito formalmente alle diffide pervenute dal Ministero nelle scorse settimane, Giani ha tenuto a precisare che ciò non implica una rinuncia a far valere le proprie ragioni “contro un atto illogico e contraddittorio, che non salvaguarda le esigenze, le specificità e l’identità dei territori.”
A supporto della posizione toscana, il Presidente ha lanciato un duplice appello alle istituzioni locali e nazionali.
Alle Province: La richiesta è di seguire l’esempio della Città Metropolitana di Firenze, che ha già annunciato il suo affiancamento alla Regione ad adiuvandum nell’iter del ricorso. Le Province sono chiamate a indicare entro il 18 novembre gli istituti destinati all’accorpamento, e l’invito è a schierarsi con l’atto regionale.
Ai Parlamentari Toscani: L’esortazione è rivolta a tutti gli schieramenti politici, invitandoli a “presentare, in vista della prossima Legge di Bilancio, emendamenti capaci di eliminare questa corsa alla riduzione del numero degli istituti scolastici che crea disagio sul territorio e dimostra di non voler investire sulla scuola.”



