Scuola, Petrini (FDI): “Presentata interrogazione per sapere come si intenda ripartire a settembre”

LUCCA – La ripresa delle attività scolastiche, prevista per settembre 2020, impone necessariamente all’amministrazione di progettare il nuovo anno scolastico nel rispetto delle norme di sicurezza e delle misure che saranno previste ed emanate dal Ministero dell’Istruzione.

Nelle ultime settimane, il ministro Azzolina ha paventato l’ipotesi di lezioni sia in presenza che a distanza, ribadendo l’importanza dell’educazione in presenza soprattutto per i bambini delle classi primarie. La futura riapertura delle scuole garantirà inoltre anche la ripresa delle attività per tutti i lavoratori, in particolare per coloro che hanno figli piccoli, i quali necessitano di una relazione educativa con docenti e personale educativo. Le possibilità che l’attività scolastica debba riprendere in presenza, relativamente alla scuola primaria, è concreta e potrebbe comportare la divisione delle classi in gruppi con la conseguente necessità di individuare spazi adatti e confortevoli per i bambini e il personali scolastico.

A tal proposito, abbiamo presentato un’interrogazione in consiglio comunale sollecitati da genitori e insegnanti che, preoccupati dalla mancanza di spazi, chiedono come si intenda affrontare la ripartenza tenendo conto del dovuto distanziamento sociale, che sarà necessario garantire anche all’interno delle scuole.

Se, come vogliamo credere, alcuni istituti sono pronti ad affrontare tale situazione, altri destano la preoccupazione degli addetti ai lavori e di molti genitori del nostro Comune. Un esempio su tutti è sicuramente quello della scuola elementare di Marlia, che da diversi anni ormai ospita le classi dell’asilo nido “Cosimo Isola” le quali, ci dicono, si sarebbero dovute trasferire nelle aule di questa scuola solo a titolo “temporaneo”. Questa “convivenza”, che da temporanea si sta trasformando in duratura, creerebbe notevoli difficoltà in vista del nuovo anno scolastico. Altri problemi, in tal senso, riguarderebbero sicuramente altre scuole come quella di Segromigno in Monte, in parte inagibile e Segromigno in Piano. Tutte scuole, queste, nate e concepite come “scuole di paese” con aule sottodimensionate.

Chiediamo in tal senso in quale direzione si stia muovendo l’amministrazione e in particolare l’Assessore di riferimento, tenendo conto che settembre è vicino e una soluzione deve essere prospettata il prima possibile.