Sea Risorse, Campo Rom e coop Cappello: “Alice Lepore scelga e si dimetta”

VIAREGGIO –  La data della Camera di Consiglio al Tar Toscana per la vicenda del campo rom di via Cimarosa a Torre del Lago, fissata per il prossimo 12 luglio, si avvicina. I nomadi, difesi dall’avvocatessa Vannucci Zauli, come si ricorderà, hanno fatto ricorso e i giudici del Tribunale Amministrativo hanno sospeso lo sgombero ( LEGGI ANCHE: Il Tar dà ragione ai Rom e sospende lo sgombero  ), ma la polemica, tutta politica, si è spostata sulla presidente di Sea Risorse, Alice Lepore, figlia di Licio, dei Berretti Bianchi – associazione che tutela i Rom – il cui nome è legato alla cooperativa il Cappello. Il fatto che la protesta davanti al Comune dello scorso 23 giugno ( LEGGI ANCHE: Nessuno sgombero del campo rom senza inclusione  ), con le famiglie Rom contrarie alla soluzione di ospitare temporaneamente – in caso di sgombero – madri e figli in strutture adeguate ma senza gli uomini, fosse appoggiata da Berrretti Bianchi e il Cappello – oltre che da altre associazioni – non è passato inosservato. “Non riusciranno mai a dividere le nostre famiglie – avevano spiegato: “Le associazioni firmatarie – e tra queste Berretti Bianchi e Cappello – giudicano assolutamente negativo l’atteggiamento dell’amministrazione comunale”. “La vicenda è imbarazzante – commenta il consigliere Luigi Troiso -: “Io quando non sono stato d’accordo col Sindaco sul forno crematorio ho rimesso la mia delega da Torre del Lago, e lo avrei fatto anche se fosse stato un incarico a pagamento, per me la morale conta molto. Perchè Alice Lepore non dà le dimissioni da Sea Risorse?”. “C’è conflitto di interessi – commenta Peppino De Stefano -: “Ad Alice Lepore è stata affidata dal Sindaco la presidenza di Sea Risorse. Scelga dove stare, e si dimetta”.

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