Secondo detenuto morto nel carcere di Lucca in due giorni

Il detenuto di 23 anni morto nel carcere di Lucca, struttura dove il sovraffollamento ha raggiunto il 240%, ha fatto nuovamente emergere il dibattito sulle condizioni degli istituti penitenziari toscani. Sono ancora in corso le indagini sul primo decesso e, secondo le prime ricostruzioni, il giovane si sarebbe suicidato.

Nelle ultime ore, però, si è verificata un’altra tragedia. Un detenuto di origine marocchina, di età compresa tra i 35 e i 40 anni, è stato trovato senza vita questa mattina durante il consueto giro di controllo della polizia penitenziaria all’interno del carcere di Lucca. L’ipotesi iniziale è quella di un malore, ma saranno gli accertamenti disposti dall’autorità giudiziaria a chiarire con precisione le cause del decesso.

“Questa è l’ennesima morte all’interno di un istituto penitenziario”, ha dichiarato Francesco Oliviero, segretario nazionale per la Toscana del Sindacato autonomo polizia penitenziaria (Sappe). “Le cause di questo decesso sembrerebbero naturali, ma ci sarà sicuramente un’autopsia disposta per fare piena luce sulle cause della morte”.

Quello registrato oggi rappresenta il secondo decesso in appena due giorni nel penitenziario di Lucca, un episodio che riaccende l’attenzione sulla situazione delle carceri italiane e, in particolare, sulle criticità legate al sovraffollamento e alle condizioni di detenzione.

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