Sequestrarono un connazionale e dopo averlo legato a un albero lo seviziarono

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PISA  – Il 9 agosto del 2007 tre cittadini albanesi, Dritan Bakalli, Emilijano Voja e Agron Leba, sotto la minaccia di una pistola sequestrarono a Pisa, nei pressi dell’ex supermercato Standa, il loro connazionale Durim Grami e, dopo averlo condotto nei boschi delle colline livernesi, con una catena lo legavano per il collo ad un albero, sottoponendolo a ripetute sevizie.

Dalle indagini emergeva fin da subito che i tre erano persone conosciute dagli uffici di Polizia per essere dediti allo spaccio di sostanze stupefacenti e pertanto venne appurato che quanto avvenuto era legato ad un regolamento di conti per tale illecita attività.

Il Grami, seppur controllato a vista da uno dei due sequestratori, dopo due giorni di prigionia riusciva a fuggire nel bosco, venendo, però, raggiunto dal suo carceriere Bakalli ed accoltellato al collo e alla schiena. Ciò nonostante lo stesso riusciva a guadagnarsi la fuga, accoltellando a sua volta il sequestratore che rimaneva ferito all’addome con parziale eviscerazione.

Le immediate indagini svolte dalla Squadra Mobile di Livorno in sinergia con la Squadra di P.G. del Commissariato di Polizia di Pontedera permettevano di identificare con assoluta certezza tutti e tre i sequestratori, tutti residenti nella Provincia di Pisa, individuando nel contempo i luoghi della prigionia, all’interno di un fitto bosco sulle colline livornesi, a circa mezz’ora di cammino dalle ultime abitazioni che si trovano in località La Puzzolente.

In detti luoghi venivano rinvenuti i resti del bivacco, una scarpa del sequestrato, nastro adesivo, la catena con lucchetto usata per tenere incatenato il sequestrato e un giacchetto appartenente ad uno dei sequestratori.

La Procura della Repubblica di Livorno, dopo le prime indagini, trasferiva il fascicolo processuale, per motivi di competenza territoriale, alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Pisa, che, a sua volta, lo ritrasferiva dopo altre accurate indagini anche di natura tecnica, svolte dal Commissariato di Pontedera,  alla Direzione Distrettuale Antimafia di Firenze che continuava l’attività investigativa giungendo all’emissione di tre provvedimenti di custodia cautelare in carcere per Bakalli, Leba e Voja. In sinergia con il personale del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia (SCIP) della Dirizione Centrale Polizia Criminale, è stato localizzato ed arrestato dalle forze di Polizia albanesi il latitante  Dritan Bakalli. L’uomo, fermato all’aeroporto di Rinas (Albania), si era rifugiato in patria poiché ricercato in campo internazionale in quanto destinatario di provvedimento di unificazione di pene concorrenti e ordine di esecuzione emesso in data 04.06.2015 dalla Procura Generale presso la Corte di Appello di Firenze per l’espiazione della pena di anni 27 e mesi 5 di reclusione per sequestro di persona a scopo di estorsione, tentato omicido, violazione delle norme sulle sostanze stupefacenti e altro. L’intenso scambio informativo tra gli investigatori del Commissariato di Pontedera, tramite lo SCIP, e gli omologhi uffici di Polizia albanese raccordati dall’ufficiale di Collegamento Italiano a Tirana permetteva la localizzazione e l’arresto del latitante.

Le procedure estradizionali di consegna verso l’Italia sono già state avviate.

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