Sesso in canonica, chi sono i preti gay dello scandalo a luci rosse che ha travolto la Chiesa

NAPOLI – ( di Letizia Tassinari ) – Sesso in chat e live,  serate in discoteca e festini in canonica.  Il ricco dossier inviato in Curia a Napoli da Francesco Mangiacapra – l’avvocato partenopeo, e escort gay, che ha portato alla luce gli strani “traffici” di Don Euro a Massa –  parla chiaro, suffragato da prove inconfutabili della doppia vita e ambigua moralità di preti e seminaristi, le cui conversazioni erotiche, con tanto di foto di peni eretti e video di masturbazioni e  rapporti sessuali, non lasciano posto alla fantasia. Una “Sodoma e Gomorra” dei nostri tempi, il cui dossier ( LEGGI ANCHE: Sesso in web cam prima del funerale, nel dossier dei preti gay chat erotiche, foto e video. La Diocesi avvia l’inchiesta  ) ricco di prove dei misfatti, la redazione di TGregione.it ha avuto modo di visionare e verificare.

Ma chi sono questi preti?

Nel dossier, di ben 1300 pagine oltre agli allegati, dove vengono indicati sia il nome e cognome che il numero di cellulare e, per chi ce l’ha, anche il profilo Facebook, c’è pure un monsignore, che, si legge nella “denuncia”, fa incontri a pagamento, con ricariche postepay, nascondendo di essere sacerdote e spacciandosi per un facoltoso diplomatico, con tanto di autista privato per i suoi viaggi. Un alto prelato, anche lui monsignore, in attesa di processo per fatti di pedofilia, come scritto nel dossier, nonostante sia agli arresti domiciliari e possa uscire solo due ore, dalle 11 alle 13, il lunedi, il mercoledi e il venerdi, chatta e incontra imperterrito dei gay. Un don, già segnalato precedentemente al suo vescovo, talvolta pratica sesso non protetto in canonica, mentre un altro il sabato sera frequenta discoteche gay, dove spesso si ubriaca e fa sesso (talvolta non protetto) con altri avventori sconosciuti e un altro ancora fa numerosi incontri di sesso (già da quando era seminarista), anche in gruppo, con preti e seminaristi, propone incontri a un altro seminarista della zona con cui ha intrattenuto una relazione sessuale, come si legge dalle sconvolgenti esplicite chat allegate in cui ci sono descrizioni scurrili e riferimenti ai rapporti sessuali che hanno avuto, anche in gruppo, mentre altri fanno videochat erotiche masturbandosi e si mostrano nudi in webcam. Le conversazioni a sfondo omosessuale di un altro prete, allegate nel dossier, sono state estrapolate da Messanger, e in questo caso il prelato chiedeva a diverse persone di essere sodomizzato in maniera violenta. Un mondo ecclesiale che dire ambiguo è un eufemismo, quello che viene denunciato da Mangiacapra. Un sacerdote, si legge sempre negli atti trasmessi alla Curia, avrebbe creato anche un gruppo di ragazzi con cui fare sesso e organizzerebbe cene con altri sacerdoti gay, dove una volta avrebbe coinvolto anche due Carabinieri, cercando di sedurne uno, e si si vanterebbe di avere una cassaforte nella quale sarebbe custodito materiale compromettente, addirittura pare che conservi dei video in cui si vede il vescovo che fa sesso. Poi, “dulcis in fundo”, un bell’elenco di seminaristi, tra i quali uno si fa selfie sdraiato sul suo letto con accanto un comò con la croce e la statua della Madonna di Fatima. Trema la Chiesa, con Vaticano e diverse diocesi coinvolte.  Uno spaccato, quello che esce dal dossier, che divide il mondo ecclesiastico in due: quello che predica il sesso e la omosessualità come peccati da bandire, e quella del vissuto di questi preti che proprio del sesso, virtuale e reale, si cibano come del pane quotidiano. Come diceva Paolo VI: “il nemico è dentro”. La speranza è riposta in Papa Francesco: siano presi provvedimenti drastici per fare pulizia di quelle che lo stesso escort Francesco Mangiacapra ha definito mele marce, con l’auspicio, dopo il clamore mediatico,  che questa “bomba” non si trasformi in una bolla di sapone, e che il silenzio non cali su questa vicenda come un velo pietoso.