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Sfruttamento agricolo tra Siena e Grosseto, il caso arriva in Parlamento

Lo sfruttamento del lavoro agricolo nelle province di Siena e Grosseto approda all’attenzione delle istituzioni nazionali. Dopo che il 5 febbraio la Commissione parlamentare d’inchiesta del Senato sulle condizioni di lavoro in Italia aveva svolto un’audizione ascoltando anche la Flai Cgil, insieme a istituzioni e parti sociali, in pochi giorni le Brigate del Lavoro, attive tra la Valdichiana senese e l’Amiata grossetana, hanno incontrato oltre 1.200 lavoratori, in gran parte provenienti dal Bangladesh, intercettati all’alba nei punti di raccolta e poi trasferiti verso vigne e oliveti del territorio.
Le segnalazioni descrivono un sistema diffuso di sfruttamento che coinvolge lavoratori pagati pochi euro l’ora, impiegati tramite soggetti privi di una reale struttura agricola e retribuiti con meccanismi che mascherano una finta legalità. Dalle denunce è già scaturita l’attivazione di una task force interprovinciale Siena-Grosseto per rafforzare i controlli.
«Il lavoro della Commissione parlamentare e dei Prefetti è per noi un primo successo in difesa dei lavoratoridel settore – dichiarano Andrea Biagianti, segretario Flai Cgil Siena e Paolo Rossi, segretario Flai Cgil Grosseto -. Definire una checklist sugli appalti è un primo passo».
Accanto ai controlli, il sindacato rilancia la necessità di strumenti strutturali per garantire legalità e trasparenza nell’impiego della manodopera.
«Per Siena e Grosseto proponiamo di procedere anche verso la notifica dei contratti all’ente bilaterale – proseguono Biagianti e Rossi –. Le nostre proposte guardano anche verso la sperimentazione di un collocamento pubblico di questi lavoratori stranieri, da fare con mediatori culturali».
Il quadro, secondo la Flai, richiede l’applicazione piena della normativa. «Serve dare piena attuazione alla legge 199/2016 istituendo in tutte le province le sezioni territoriali della rete del lavoro agricolo di qualità – sostiene Mirko Borselli, segretario generale Flai Cgil Toscana -. E’ necessario definire indici di coerenza capaci di verificare la corrispondenza tra le ore di lavoro dichiarate con la reale capacità produttiva dell’azienda, e una risposta sui trasporti dedicati e sulle politiche dell’abitare».


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