Quando si parla di legge, chi fa da sé non fa affatto per tre

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VIAREGGIO – ( di Fabrizio Bartolini ) – Prevenire è meglio che curare

Mercoledì 18 ottobre, ore 12.40, attesa in Corte di Appello per decidere su una sospensiva e cioè una procedura in cui l’avvocato del cliente che non si è visto riconoscere ragione in primo grado chiede di sospendere l’esecuzione della sentenza di quel giudizio ( questo perché, per chi non lo sapesse, le sentenze civili possono essere eseguite anche se si propone appello. In pratica se io vengo condannato a 10.000 euro nella sentenza di primo grado, intanto dovrò pagare e poi richiedere la restituzione nel caso in cui l’appello venga accolto. La sospensiva serve, appunto, ad evitare questo meccanismo).

Nell’attesa che chiamino l’udienza mi rivedo gli atti processuali da cui emerge che un soggetto che chiamerò sig. Volpe ( il nome non è un caso) aveva ricevuto il possesso di un immobile di proprietà di un altro soggetto che chiamerò Alfa.

Quest’ultimo, 10 anni or sono, aveva stipulato con il Volpe un contratto di comodato ( celando in realtà il reale contratto in essere che era la locazione: tecnicamente si parla di simulazione) credendo di trarne vantaggio sul lato fiscale: in pratica non voleva pagare le tasse.

Dopo anni di sereni rapporti, Alfa e Volpe litigano e l’inquilino, pertanto, smette di pagare il canone appunto in quanto “ formalmente” risultava un contratto di comodato che per definizione è gratuito.

Alfa prima richiede formalmente il rilascio dell’immobile e poi propone causa per ottenere la liberazione dell’immobile: la sentenza di primo grado non può che dargli ragione. Intanto il sig Volpe non ci sta e propone appello chiedendo la sospensiva e sottolineando che il contratto di comodato doveva ritenersi nullo in quanto in realtà celante una locazione e tra l’altro avente scopi illeciti e cioè quelli di evadere le tasse.

Viene appunto fissata udienza per la sospensiva del giudizio di primo grado.

Ora il fatto è che Volpe vive nella casa di Alfa insieme alla moglie, ad una bimba di 7 anni e tra due mesi sarà padre di nuovo: per questo motivo chi ha il coltello dalla parte del manico è comunque Volpe il quale, consapevole della sua posizione, propone di chiudere la partita qualora il proprietario firmi un accordo in cui si dovrà stabilire il rilascio dell’immobile a dicembre 2018 senza nulla pagare.

Il proprietario non ci sta e pertanto il proprietario si difende in giudizio sostenendo le spese di causa confidando sul fatto che Volpe poi verrà condannato alla refusione delle spese sostenute….forse.

Guardando le carte, analizzando le varie eccezioni reciproche che le parti si sono fatte, la copiosa documentazione alimentata anche da atti e memorie che la procedura richiede, staccandomi dalla questione prettamente giuridica dei fatti, mi accorgo che in realtà quella attesa per la udienza è inutile in quanto, comunque vada, Volpe avrà sempre vinto giocando con il nostro sistema giudiziario.

Infatti anche se la Corte di Appello non gli concedesse la sospensiva, Alfa dovrebbe procedere con la fase esecutiva e buttarlo fuori tramite l’ufficiale giudiziario: procedura di per sé non veloce.

Ora, secondo voi, quando l’ufficiale si presenterà tra qualche mese ( visti i tempi della procedura) e troverà in casa due bimbi piccoli cosa farà?

Li sbatterà in mezzo alla strada? Certo che no!

Potrà solo dare dei rinvii ( tecnicamente si chiamano accessi) per dare tempo a Volpe di trovare una abitazione arrivando così pian piano alla data che questi aveva indicato nel prospettato accordo.

Qualcuno potrà eccepire dicendo che comunque Alfa avrà diritto ad avere il rimborso di tutte le spese sostenute e ottenere l’indennità per occupazione . Peccato che Alfa non abbia fatto bene i compiti in quanto Volpe non ha nulla da perdere e non ha beni intestati e quindi qualunque sia la cifra che il Tribunale gli riconoscerà non riuscirà ad averla.

Ad Alfa non rimarrà altro che incorniciare la sentenza che gli è costata più di un quadro d’autore e far tesoro, speriamo, della esperienza appresa sul funzionamento del sistema. Il modo per evitare tutto questo Alfa non lo ha visto perché ha preferito rivolgersi ad un legale quando ormai stava per affogare e non alle prime avvisaglie di pericolo.

Ricordate: quando si parla di legge, chi fa da sé non fa affatto per tre.

Per approfondimenti visitate il sito www.bartolinistudiolegale.com

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