Si presenta a un appuntamento al buio in cerca di sesso ma viene derubato

PISTOIA – Aveva letto l’annuncio e, dopo aver telefonato, si è presentato all’indirizzo indicato nell’ora stabilita convinto di consumare la prestazione sessuale. Ma varcata la soglia di casa, qualcosa deve essere andato storto e ne è scaturito un parapiglia che ha portato all’arresto di un 25enne colombiano e un 20enne italiano per concorso in rapina a mano armata. E’ successo tutto nella serata di domenica.

A seguito di una segnalazione sulla linea di emergenza, alcuni agenti in servizio sulle volanti della Questura di Pistoia hanno raggiunto un’abitazione in zona San Biagio dove un cittadino italiano aveva appena segnalato di aver subito, all’interno dell’appartamento, una rapina effettuata da parte di due individui armati di un coltello da cucina e una pistola.

Giunti sul posto, gli agenti hanno accertato che l’uomo che aveva appena sporto denuncia aveva concordato di consumare una prestazione sessuale tramite un contatto telefonico, ma giunto nella casa, dopo aver discusso sull’importo della prestazione, aveva deciso di andarsene non avendo raggiunto l’accordo sul prezzo. Il colombiano aveva comunque preteso la cifra per il «disturbo» anche se la prestazione sessuale non era stata consumata. Vista l’insistenza, già intimorito da quanto gli stava accadendo, il cliente, intuendo che la situazione stava degenerando, gli ha dato una banconota da 50 euro, decidendo di andarsene via. Pensava di aver finalmente chiuso la questione, ma il colombiano non si è più accontentato: lo ha minacciato con il coltello intimandogli di consegnargli altri soldi.

Per “convincerlo”, da un’altra stanza dell’appartamento, improvvisamente è uscito il 20enne italiano brandendo una pistola e pretendendo tutti i soldi in possesso della vittima. Questi, terrorizzato, non ha potuto che consegnargli tutti i soldi che teneva nel portafoglio: circa 600 euro. Un attimo dopo la consegna, i due lo hanno spinto in malomodo fuori dalla porta dell’appartamento, da dove il malcapitato non ha perso tempo e ha avvertito la polizia.

L’intervento immediato degli agenti ha quindi consentito un’esatta ricostruzione dei fatti, l’individuazione di «chiari, precisi ed univoci riscontri» che hanno consentito di trarre in arresto il colombiano e l’italiano che, su disposizione del pubblico ministero di turno, Claudio Curreli della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Pistoia, sono stati portati in carcere per gli interrogatori.