“Siamo in difficoltà”: Provincia e studenti scrivono al Ministro

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MASSA CARRARA – Non avrà le caratteristiche di un “help” o di un “SOS”, ma di sicuro è il segno di una consapevolezza e di una preoccupazione per la evidente difficoltà che la gestione delle attività didattiche sta incontrando sul nostro territorio.

Accade così che studenti e Amministrazione Provinciale decidano di prendere carta e penna e scrivere direttamente al ministro dell’istruzione, Stefania Giannini, per esprimere apertamente quella preoccupazione e per chiedere un interessamento della stessa e la disponibilità ad una “visita sul nostro territorio per rendersi conto di persona, sia delle difficoltà, sia degli impegni quotidiani che gli operatori della scuola nel loro complesso, riescono, comunque, a mettere in campo per garantire un accettabile attività didattica”.

Una consapevolezza che è anche il frutto del metodo scelto dalla Provincia da un po’ di tempo di condividere le difficoltà e le scelte degli interventi sugli edifici scolastici e sulle criticità con chi in quel “mondo” ci vive ogni giorno, a cominciare dagli studenti. La lettera nasce da quella condivisione e da quel confronto.

“La Provincia – scrivono nella loro missiva il presidente Buffoni e gli studenti –  si trova, da diversi anni, in uno stato di forte difficoltà e crisi finanziaria, a causa, principalmente, degli assurdi prelievi alle risorse proprie imposte dalle diverse leggi di stabilità nazionali.

Non è, infatti, economicamente sostenibile prelevare, a cura dello Stato, dal bilancio 2016 della Provincia di Massa-Carrara (che ha entrate tributarie proprie per circa 15 milioni di euro), il 50% della possibile spesa (oltre 7,5 milioni di euro), garantendo, comunque ed al contempo, la manutenzione ordinaria (quindi anche i relativi consumi) e straordinaria di più di 29 edifici scolastici (per circa 9.000 studenti) e di circa 700 Km di strade”.

“Non è altrettanto sostenibile – prosegue la missiva – che la Provincia possa provvedere applicando al proprio bilancio corrente le risorse straordinarie e da destinarsi (al contrario e più correttamente) alle spese d’investimento; questo, anche considerando, che un tale modello (che prevede ulteriori prelievi nell’anno 2017), potrebbe sopravvivere solo avendo a disposizione un patrimonio infinito ed un mercato di possibili acquirenti altrettanto infiniti e sempre ben disposti”.

Sono difficoltà che s’innestano in uno scenario in cui “le nostre Scuole, le cui verifiche di sicurezza sono ancora in corso, avrebbero, invece, bisogno di un surplus di manutenzione ordinaria e straordinaria (che, comunque e tra mille difficoltà, la Provincia sta provvedendo a garantire), per rendere i propri solai in perfetta sicurezza, per adeguare edifici datati alle nuove norme antincendio, per abbandonare edifici vecchi e non più adeguabili staticamente e sismicamente e realizzare, quindi, nuovi edifici, a norma e con spazi didattici adeguati”.

“Questa sarebbe quella “Buona Scuola” che i nostri studenti si meritano” proseguono studenti e Provincia che, perché questo si realizzi, “s’impegnano ad operare congiuntamente, anche con gli Istituti scolastici, i docenti e la relativa dirigenza, prevedendo continui momenti di confronto e di trasparenza condivisa sulle condizioni degli edifici scolastici e del ciclo scolastico provinciale in generale”.

Quindi l’appello finale: “affinché si possa dare gambe effettive ad un serio programma di adeguamento e manutenzione straordinaria della nostra edilizia scolastica occorrerà anche che siano restituite, ai nuovi enti di area vasta, quelle indispensabili risorse che sono state sottratte senza motivo nel corso degli ultimi anni, oltre alla garanzia di interventi finanziari straordinari (in parte anche riconosciuti nel corso degli anni) che, allo stato attuale, i Bilanci delle province non possono assolutamente assicurare”.

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